Ma il movimento anti-vaccini ha ragione o no?

syringe-417786_1920Ho pensato molto a come scrivere questo post, lavorando in campo sanitario. Se ne sta parlando tanto davvero, in questi giorni.

Cercherò di sintetizzare: c’è un gruppo di persone chiamato “anti-vaxx” ovvero “anti-vaccini“, diffuso anche in Italia, che ha intrapreso la strada di non vaccinare i propri figli contro le malattie infettive, perché convinto che la somministrazione dei vaccini sia associato all’insorgenza di malattie acute e croniche, quali l’autismo. Secondo alcuni esponenti di tale movimento, poi, quello dei vaccini è un business generato dalle case farmaceutiche che, pur di vendere, nasconderebbero i tremendi effetti collaterali o l’inefficacia dei loro prodotti.

La domanda è: hanno ragione i medici tradizionalisti oppure il movimento anti-vaxx è riuscito a trovare una falla in questo sistema che genererebbe più rischi che benefici?

Vediamo i fatti scientifici nella prima pagina di questo post e alcune considerazioni personali nella seconda pagina.

I fatti scientifici, in breve

  • Cos’è un vaccino?

Il vaccino è un preparato contenente materiali provenienti da microrganismi (virus soprattutto, ma anche batteri), opportunamente trattato per non causare la malattia infettiva ma per generare una risposta immunitaria al soggetto vaccinato contro la malattia stessa e prevenirne l’insorgenza o attenuarne il decorso clinico. Si può iniettare sottocute o intramuscolo (via parenterale, la più diffusa), generalmente. Recentemente sono stati introdotti prodotti che vengono impropriamente chiamati “vaccini”, anche per le allergie (immunoterapia ipo-sensibilizzante specifica).

  • Il vaccino ha effetti collaterali? Quali?

Il vaccino, come tutti i farmaci, può avere degli effetti collaterali, il più temuto dei quali è l’anafilassi (reazione allergica). Secondo la moderna ricerca scientifica, tuttavia, è più facile incorrere in una complicanza ammalandosi della patologia infettiva, che assumendo il vaccino per prevenire la stessa patologia. Gli effetti collaterali del morbillo, per esempio, colpiscono 1 soggetto malato su 20, mentre la probabilità di avere un evento avverso assumendo il vaccino è di 1 su 1-2 milioni di soggetti vaccinati (John Hopkins University). Gli effetti collaterali del morbillo possono essere polmoniti, encefaliti, lesioni dell’occhio e, ovviamente, la morte (circa 2 decessi ogni 1000 malati). Grazie alla vaccinazione, la mortalità infantile per il morbillo si è ridotta del 78% dagli anni ‘90 (Organizzazione Mondiale della Sanità – OMS).
Va ancora peggio per la difterite, il cui vaccino in Italia è obbligatorio: la morte per tale malattia avviene in 5 malati su 100, mentre le complicanze della vaccinazione insorgono in meno di 1 ogni 100.000 soggetti vaccinati. (
OMS)

  • Qual è la correlazione tra vaccini e autismo?

Fu il medico inglese Wakefield a sostenere tale teoria accusando il vaccino contro il morbillo (ma non fu l’unico a farlo), in un articolo pubblicato sulla rivista Lancet nel 1998, con un campione di appena 12 pazienti pediatrici. L’articolo fu in seguito ritirato nel 2010 e Wakefield, un convinto antivaccinista, fu soggetto a indagini per le accuse di non-eticità del suo studio e per essere stato pagato per pubblicare tali risultati (British Medical Journal). Questi fatti nel 2010 hanno portato alla sua espulsione dall’ordine dei medici inglese. Attualmente NESSUNO studio scientifico ha mai dimostrato la correlazione tra il vaccino contro morbillo-parotite-rosolia e l’autismo.
Pertanto la risposta alla domanda di cui sopra è: no, non c’è nessuna correlazione dimostrata.

  • Quali altri problemi sono contestati ai vaccini?

Sono moltissimi gli effetti avversi che negli anni sono stati associati ai vaccini. Ecco i più celebri:

  1. il thimerosal, poiché contiene tracce infinitesimali di mercurio, è uno dei componenti ritenuti responsabili dei problemi dei vaccini, per il semplice assunto che il mercurio è tossico per l’organismo. Molte aziende farmaceutiche lo hanno abbandonato infatti, più per la fama negativa che si è guadagnato che per la sua reale pericolosità.
  2. L’associazione tra la Sclerosi Multipla e il vaccino contro l’epatite B è stata nuovamente smentita da vari studi (CDC). E’ la stessa AISM italiana a pubblicare quest’articolo che assolve i vaccini contro tali speculazioni.
  3. La correlazione tra Sindrome della morte improvvisa dell’infante (SIDS) e vaccino contro il tetano-difterite è stata smentita, e anzi pare che il vaccino sia protettivo contro tale sindrome.
  4. Deficit/sovraccarichi immunitari: molte sono le teorie che associano i vaccini a deficit del sistema immunitario. Il razionale di tali teorie è che i vaccini, somministrati tutti assieme o comunque in un periodo ravvicinato della vita pediatrica, influenzino in maniera negativa la risposta immunitaria dell’organismo agli agenti patogeni. Naturalmente tale teoria è stata smentita.
  • Quali vaccini sono obbligatori in Italia?

Si comincia a vaccinare dal terzo mese di vita, pertanto gli infanti prima dei tre mesi NON sono protetti da alcuna malattia.

Sono obbligatori per legge i vaccini contro:

  1. Poliomielite
  2. Tetano
  3. Difterite
  4. Epatite B (vaccino eseguito anche prima dei 3 mesi, se la madre presenta positività per l’epatite B)

Altri vaccini facoltativi sono, ad esempio, contro il morbillo-parotite-rosolia, il papillomavirus, contro il meningococco C ecc.

Tramite il calendario vaccinale del Ministero della Salute si possono avere informazioni sui vaccini eseguiti gratuitamente alla popolazione.

  • Perché coloro che si vaccinano proteggono anche i non-vaccinati?

Questo è dimostrato dalla teoria della “immunità di branco (anche detta “di gregge o herd immunity).
Immaginando che una comunità sia come un gregge, con individui che vivono a contatto tra loro e possono scambiarsi batteri e virus, i soggetti vaccinati, non ammalandosi, proteggono anche coloro che non si vaccinano. Questo avviene per il semplice fatto che i vaccinati non si ammalano e quindi non contagiano nessuno, compresi i non vaccinati.
Ponendo il fatto che invece si ammalassero i soggetti non vaccinati, essi non potrebbero comunque contagiare i soggetti vaccinati, in quanto tali! Potrebbero solo contagiarsi tra loro.
Riducendosi il numero di soggetti contagiabili, la malattia finirebbe per auto-limitarsi quindi ai pochi soggetti non vaccinati. Se tali soggetti fossero in numero esiguo, comunque sarebbe più difficile anche per loro contagiarsi, perché inseriti in una popolazione che è quasi tutta vaccinata. Quindi anche non arrivando al 100% della copertura vaccinale, la comunità sarebbe comunque protetta se un alto numero di persone si vaccinasse. 
Se la copertura fosse vicina al 100%, la malattia sparirebbe dalla circolazione come avvenne per il vaiolo!

  • Ma i vaccini funzionano davvero nel prevenire le malattie infettive?

La risposta è sì, ed è dimostrata da un numero impressionante di studi. Ovviamente nessun vaccino è efficace al 100%, com’è vero per tutti i farmaci: tutto dipende anche dal sistema immunitario del vaccinato, che potrebbe non rispondere in maniera corretta, o a mutazioni del virus che causa la malattia ecc.


In sintesi, il rapporto costo/efficacia è nettamente a favore dei vaccini, con riduzione dell’incidenza di alcune malattie e scomparsa di altre (come il vaiolo) e diminuzione della spesa sanitaria.

Nella prossima pagina, vediamo quindi cosa sta succedendo a causa delle obiezioni del movimento anti-vaccini.

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3 thoughts on “Ma il movimento anti-vaccini ha ragione o no?

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