L’ascesa del bomberismo social. Ma che cos’è?

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Non vedo, non sento, non parlo ma soprattutto non penso!

Vai pazzo per le foto di Sesso droga e pastorizia? Per i video-degrado di Welcome to Favelas? Per i meme di Non sono bello ma spaccio? Allora anche tu stai apprezzando l’ondata del fenomeno culturale chiamato “bomberismo“. Cerchiamo di capire cos’è.

La definizione

Cerchiamo intanto di farci un’idea con la definizione di Treccani.it:
Bomberismo s. m. (iron.) Derivato dal s. m. bomber (‘calciatore che segna molti gol, cannoniere’) con l’aggiunta del suffisso -ismo. Atteggiamento sessista e xenofobo, basato su una visione semplificata, acritica e rozza della realtà, che prende a modello i comportamenti di alcuni noti personaggi del mondo dello sport e trova sfogo nei siti di relazione sociale in Rete […] ammantati da livelli incerti di ironia e animati dall’esaltazione della vita “ignorante”, della “provincia”, del “bomber vero” e del concetto travisato di “degrado.” (Vincenzo Marino, Vice.com, 9 marzo 2017; Internet)
Altre caratteristiche sono:
[…] disprezzo per ogni pensiero minimamente elaborato, definito con disprezzo “intellettuale”, la misoginia rozza e violenta espressa con ostentazione attraverso la propria presunta ipersessualità predatoria, l’odio accecante per ogni categoria che il pensiero “politicamente corretto” indebitamente salvaguarderebbe, come rom, omosessuali, stranieri, “gente di sinistra”, giornalisti prezzolati ecc. (Gianluca Nicoletti, Stampa.it, 13 marzo 2017, Costume).

La discussione

Siamo tutti un po’ bomber?

Diciamo la verità: chi di noi davanti alla seconda media chiara non ha iniziato a sproloquiare sul governo ladro, sulle donne che non si concedono, sul vu cumprà insistente, con frasi che, estrapolate dal contesto, avrebbero fatto applaudire anche Goebbels?

Molte delle persone che ridono e condividono meme e video in questione sono esseri capaci di discernere la realtà dall’ironia, allo stesso modo in cui i tifosi (normali) si insultano alla domenica e poi al lunedì si torna amici come prima. In questo senso, il bomberismo scherzoso è perfettamente accettabile, quello da “trattore in tangenziale”, per dire. Quest’ironia alla fine ci piace ed esattamente come accadeva per Fantozzi: ci fa sentire meno sfigati.

I veri bomberisti

Poi esiste la categoria dei frustrati nostalgici che in queste cose ci crede davvero e, mentre obbedisce come Fido alla moglie come nel famoso sketch di Raul Cremona, apprezza i topic sessisti  o si abbandona al razzismo più becero. Il vero bomberista usa queste pagine come sfogo per la sua frustrazione repressa ed è lo stesso individuo dal pensiero semplificato che è nel suo habitat davanti a briscola e bianchino a fissare la gazzetta – l’unica cosa che ha letto negli ultimi 35 anni. Costoro sono quelli realmente convinti che studiare non serva, che esista l’università della vita, che il lavoro manuale sia l’unico nobilitante (anzi: meglio fregare il ricco sapiente, quando gli si fanno i lavori in casa) e che se si tornasse all’età della pietra dove l’ommo ha da puzzà e trascina la donna per i capelli, sarebbe meglio.

Una minoranza, purtroppo influente, è quella dei ricconi cafoni che vogliono dimostrarci che non serve essere “studiati” per guadagnare milioni, diversamente dall’aristocrazia del passato che opprimeva la plebaglia ma per distinguersi si iperacculturava, fino al mecenatismo. Ed ecco che il calciatore, il”bomber” o “cannoniere”, coi suoi piedi fatati, con la sua terza media e circondato da modelle, diventa per forza l’idolo da seguire e che dà il nome al fenomeno. Se il bomberismo è una religione, costoro sono i cardinali.

E le miliardarie che intasano Instagram con le loro chiappe, sono la prova che il fenomeno non conosce sesso o nazione.

I problemi reali del bomberismo

La violazione dei diritti altrui

Vero è che talvolta i contenuti di alcune pagine sono pesanti. Violano privacy e dignità delle persone filmate (tossicodipendenti in overdose, prostitute prese in giro, gente pestata a sangue, malati psichiatrici che urlano sull’autobus), mascherandoli come “segnaliamo il degrado”: ovviamente il bomberismo ama prendersela con le categorie deboli e su questo bisognerebbe che i social facessero molta più vigilanza (sì: anche quelli di messaggistica come Whatsapp o Telegram).

Anche noi che guardiamo i contenuti, quando la privacy non è protetta, siamo colpevoli. Se la povera Tiziana Cantone è caduta vittima dello slut-shaming (che andrebbe punito come lo stupro), è anche per colpa di chi non ha saputo cancellare quel video una volta ricevuto (e filmarlo è stato ugualmente un grosso errore). In questo, il reato virtuale non è tanto peggio di un’aggressione fisica e non vale mai la giustificazione del “tanto io quella non la conosco”.

“Ignorante è bello”

C’è in effetti un altro campanello d’allarme: il trionfo dell’ignoranza come modello di vita che sta insidiando il mondo della scienza e della cultura.

Ne sono un esempio i movimenti anti-vax, i terrapiattisti, gli scie-chimicari e altri movimenti complottisti ascientifici formati in gran parte da persone illetterate, che manifestano il loro odio per l’élite culturale, mettendo in dubbio certezze secolari.

Spesso anche il bomberista prende in giro il complottista, per un semplice motivo: il complottista tenta la strada della cultura facile priva di studi, mentre il bomberista rinnega la sapienza del tutto. Ma i due sono le facce della stessa medaglia: quella dell’ignoranza dittatoriale, appunto.

Questo fenomeno è parente del bomberismo ed è il risultato di mettere a disposizione la cultura spicciola di internet senza il faro guida dell’istruzione che insegni a discuterla (e mi spiace dire che la scuola, in questo, ha fallito di lungo). Per di più, qui esistono veri e propri pastori di complottisti: pseudoscienziati derisi dalla comunità medica, avvocati ricorsisti che vogliono clienti, soubrette in calo di popolarità che cercano di plagiare un’audience mentalmente insicura. L’ignoranza è il modo migliore per controllare le persone.

Cosa fare con le pagine bomber?

L’ironia e la satira sono necessità (“castigare ridendo mores”) e vietarle è sempre stato nel primo capitolo del Manuale del Dittatore. Il proibizionismo porta sempre alla reazione contraria.

Tuttavia, permettere la denigrazione gratuita non è ugualmente accettabile e auspico che il caro Zuckerberg e tutti coloro che ci forniscono questi ottimi strumenti di comunicazione, investano pesantemente in un controllo dei meccanismi più malsani e lesivi della dignità del prossimo.

Saluti!

PS: Se volete, potete seguirmi sulla mia pagina Facebook, mandarmi messaggi totalmente anonimi su Sarahah, spedirmi una mail a lorenzofabre.saga@gmail.com o curiosare nelle mie foto su Instagram!

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7 thoughts on “L’ascesa del bomberismo social. Ma che cos’è?

  1. Stai realmente suggerendo che debba essere effettuata una qualsivoglia forma di controllo nella messaggistica *privata*?
    Qualsiasi servizio introducesse un filtro basato sui contenuti verrebbe abbandonato in massa (e con ragione), perchè la propria corrispondenza verrebbe filtrata e vagliata e quindi letta da qualcuno, anche fosse da una AI.
    Perchè a quel punto chi decide dove porre l’asticella del lecito e non lecito? Chi decide quando è lecito accedere alla corrispondenza di un utente?

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    • YouTube se tu copi il video di un altro utente, lo riconosce con degli algoritmi. Allo stesso modo un video segnalato dagli utenti WA come inaccettabile, potrebbe essere sgamato da questi bot automatici, che non ledono la privacy della persona più di quanto non sia già lesa…

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      • Se ha accesso un bot può avere accesso anche una persona dello staff…
        Chi ti garantisce la riservatezza a quel punto? E poi, youtube riconosce i video copiati, se sono postati all’interno della sua piattaforma.

        A parte questo, chi ti garantisce che questi bot eliminino solo i contenuti “segnalati”, magari possono eliminare tutto quello che il padrone della piattaforma ritiene amorale.

        La privacy lesa dipende ovviamente dalla fiducia accordata alla piattaforma, oggi ci sono piattaforme che ti garantiscono la riservatezza, in modo matematicamente dimostrabile. Una per tutte, Signal.

        Eppure che la riservatezza della corrispondenza debba essere tutelata lo avevamo già correttamente capito ed inquadrato negli anni 40…

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        • Se esistono metodi di riservatezza matematicamente dimostrabile, allora si possono creare anche dei bot che matematicamente cancellino i contenuti giudicati inaccettabili senza che nessuno acceda agli stessi. Se l’utente ritiene che il suo contenuto fosse accettabile protesterà e chiederà che sia rispedito. L’unica seccatura che io vedo in questo è che per mandare messaggi complessi come video o link, ci vorrà più tempo, tutto qua.

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          • Non funziona così… Per dare accesso ad una parte terza è necessario rompere la riservatezza tra le due… ed a quel punto CHI garantisce per la parte terza? Chi garantisce che non ne entri una 4°? Oppure, chi garantisce che il bot non si salvi tutto quello a cui accede? Risposta: nessuno… perchè per lavorare ha bisogno di una banca dati di comparazione!

            Ma soprattutto, chi decide quale contenuto è accettabile o meno?
            Se ti trovassi in texas sarebbe accettabile quindi che venisse censurato il tuo messagio sull’evoluzione dell’uomo? Per una buona maggioranza del paese non è accettabile perchè contraddice la bibbia (tanto che volevano dare pari peso alle due “opinioni” nell’insegnamento scolastico).

            La maggior parte delle tecnologie passa in qualche modo per la Cina, quindi qualsiasi contenuto religioso Cattolico è inaccettabile e non verrà trasmesso?

            Il tuo stato decide che è inaccettabile affermare che chi è al potere abbia commesso illeciti o notizie che lo facciano sfigurare… Via qualsiasi opposizione.

            Gay? Via, sono contro natura!
            Religione? O la mia oppure non ne parliamo nemmeno…
            Il padrone del Network possiede una squadra di Calcio? Via il tifo avversario…
            Dove vogliamo spostare l’asticella? CHI ha in mano l’asticella? Perchè o fondi FabreGram oppure l’asticella non la avrai in mano tu…

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            • Ma no… Ti parlo di contenuti che ledono la privacy altrui. Mandare su WhatsApp il video della povera Tiziana Cantone, senza il suo consenso, è illegale. Nessuno ci ha potuto fare niente perché c’era questa libertà di comunicazione data dalla piattaforma.
              Se te lo manda un tuo amico, difficilmente andrai dalla polizia a denunciarlo. Magari gli dici che è un decerebrato o ancora peggio tu lo diffondi ad altri amici.
              Non è accettabile, ripeto. E non ti parlo dei messaggi di testo, ma solo di link e video che ledono la privacy altrui.

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              • Quello che ti sto dicendo è che una volta “aperta la porta” non si può più decidere di chiuderla, ne si può decidere cosa passa e cosa non passa…

                Una volta rinunciato alla privacy delle comunicazioni, piano piano verrà filtrato quello che non va secondo la moda del momento… Oggi i contenuti lesivi della privacy, domani le opinioni politiche che non piacciono, dopodomani il tifo della squadra di calcio avversaria…

                Direi che la cosa merita un approfondimento “de visu”, con libagioni annesse ed eventuale duello all’arma bianca (fossi matto…). Il mezzo dei commenti non consente una prosodia adeguata

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