Io non sono un mostro

IO NON SONO UN MOSTRO
Copyright © 2016 Lorenzo Fabre

Io non sono un mostro” è un racconto scritto nel 2017 da Lorenzo Fabre. Il racconto ha vinto il concorso “Racconti Liguri 2017“, promosso da Historica Edizioni.

Trama

Marco è un ragazzo normale, che non si concede mai alcun eccesso. Eppure, ama frequentare persone “oscure”, piene di vizi e debolezze, perché desidera sentirsi migliore di loro. Un giorno, viene invitato a casa di Jerome, un amico molto ricco e impenitente donnaiolo: qui Marco subirà la tentazione di fare qualcosa di sporco, qualcosa che potrebbe trascinarlo in una concatenazione di eventi nefasti…

Commento dell’autore (contiene spoiler)

Il tema del racconto è la coerenza. Marco nega a se stesso di essere una persona incoerente. Nonostante, prima degli eventi del racconto, sia sempre stato monogamo, “pulito” e un buon amico, la sua fascinazione verso il male lo ha sempre portato a vivere ai margini dell’oscurità senza mai cogliere la “mela proibita”, assaporandone l’odore ma mai il sapore.
Lo scandalizzarsi di Marco verso le parole dell’avvocato che ascolta in televisione, lo rendono uno dei tanti borghesi che pensano di essere immuni al fascino del proibito.

Jerome nel racconto è il suo “Caronte”: è lui a battezzarlo al mondo del tradimento, a dargli quella spinta propulsiva verso un moto perpetuo che spingerà Marco a concatenare un evento nefasto dopo l’altro. Jerome non è una persona completamente malvagia, piuttosto un profondo egoista che con il denaro pensa di comprare la felicità, vittima soprattutto di se stesso.

L’incontro con Sergio sembra davvero tutt’altro che casuale: il manovale rappresenta quella categoria di persone superficiali che vivono di stereotipi. Coloro che pensano di potere conquistare il mondo senza duro lavoro, di sapere tutto senza studiare, di poter fare ogni cosa che ritengano corretta: Sergio è la “becera ignoranza”, quella che, ahimè, vediamo dilagare sui social network.

Dopo aver compiuto il primo “peccato”, il tradimento verso Tanya, che è una donna percettibilmente migliore di lui, Marco pensa di potere rimediare compiendone altri: non persuadendo minimamente Sergio a rinunciare al suo folle piano, ma anzi sostenendolo per compiere una vendetta; cercare a tutti i costi di salvare la propria reputazione invece che la pelle di Jerome.

E dire che, come gli ha detto la “Venere” delle escort, l’occasione di dimostrarsi realmente migliore di Jerome, Marco l’ha persa nel cedere la prima volta, un po’ come nella favola di Gasparo Gozzi: “una volta che avrete perso di vista l’onore, non lo ritroverete più“; eppure, Marco avrebbe potuto recuperare molte volte, ammettendo il primo sbaglio.

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