Caleb Sigà: leggi la versione online

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 CALEB SIGA’

un racconto di Lorenzo Fabre
(disponibile anche su Wattpad)


PROLOGO

Codesta Vicenda è tratta dal diario del Venerabile Livàn Pascià. Che sia ammirato nel profondo.

Giorno 48
Da qualche parte nel Mare del Sud

Caleb si trascinò verso il parapetto di legno, confuso. Il sangue gli colava sugli occhi e gli impiastricciava il volto e i capelli. Cercò a tentoni la spada: non la trovò.

Attorno a lui, tutto era offuscato, come in sogno. Gli ronzavano le orecchie, ma poteva udire nettamente il clangore del metallo, le urla, l’odore del legno bruciato.

Qualcuno lo prese per le ascelle, lo strattonò e lo tirò su in piedi.

«è perduta! La nave è perduta!» gli urlò Degro in faccia, sputandogli mentre lo diceva. «Buttati a mare o…»

Caleb lo vide sgranare gli occhi e lasciare di colpo la presa. Crollò di nuovo sul pavimento di legno del ponte, e Degro gli franò addosso.

La testa girò per un istante, poi i suoni divennero un eco lontano e la pace, finalmente la pace, si impossessò di lui.

Sono morto anche io” pensò. “Allora non è poi così male“.

(Per proseguire il racconto, clicca sui numeri di pagina, in fondo al post)

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