Knightfall: impressioni dopo la prima puntata (senza spoiler)

Knightfall – photo by Hollywood Reporter

Quanto ci piacciono i templari: quasi quanto a Roberto Giacobbo di Voyager. Deve aver ragionato così History Channel quando ha commissionato la mini-serie Knightfall, incentrata sulla fine dell’ordine dei cavalieri templari, dopo la loro evacuazione dalla Terra Santa.

Ieri la prima puntata: ecco le mie impressioni senza spoiler.

– The good

Prima le cose buone.

La storia della ricerca del Santo Graal, anche se abusata in tutti i media, è sempre appealing come le vicende di re Artù. Pertanto non stanca facilmente.

La ricostruzione storica in alcuni punti è buona (la presenza dei sergenti templari con tunica nera invece che bianca, ad esempio, o la ricostruzione del loro castello a Parigi, distrutto durante la rivoluzione francese) ma potrebbe decisamente andare meglio. Tuttavia all’utente medio non fregherà mai nulla di alcuni dettagli che a me suonano come le unghie sull’ardesia (vedi a fine articolo).

Il mix di romanticismo e metallo cozzante sembra ben bilanciato da una spruzzata di intrigo di corte (molto basico per ora: speriamo in meglio).

Anche qualche tocco innovativo di regia (come la telecamera “dentro l’elmo”) è apprezzabile.

– The bad

Purtroppo ciò che c’era di buono viene rovinato da alcune scelte stilistiche di regia e sceneggiatura.

La regia “speedy”

L’impressione di questa puntata pilota è la stessa che si ha quando ci portano un hamburger grattacielo con dieci strati di cibo: come farò a chiuderlo tra le mani senza che tutto schizzi fuori? La volontà di raccontare il più possibile in mezzora ha fatto sì che 4/5 della puntata sia una successione rapidissima di scene dove succede di tutto: assedi, battaglie, sesso, tradimenti, morti violente. I personaggi sono lasciati completamente in secondo piano ai loro stereotipi: il cavaliere valente che si concede qualche vizietto, il contadino volenteroso, il re tormentato da dilemmi morali, il consigliere furbetto. Tutta questa rapidità non ci consente di soffermarci su nulla ed è decisamente fastidiosa.

Didascalie, didascalie ovunque!

Ricordo sempre una scena di Balle Spaziali dove il Colonnello Nunziatella spiega a Lord Casco perché stanno dando la caccia alla principessa, e a un certo punto Rick Moranis “buca” la quarta parete chiedendo al pubblico: “è chiaro per tutti?”
Ecco, anche qui il rischio è proprio quello di spiegare senza mostrare (“show: don’t tell”, dovrebbe essere più che un mantra). I dialoghi tra Filippo il bello e De Nogaret sono l’esempio lampante e li fanno sembrare dotati della stessa profondità politica di alcuni partiti italiani: mio Dio!

La recitazione stile fiction anni ’90

Avendo così tanto da raccontare in 40 minuti, ogni inquadratura dedicata a un personaggio è di pochi istanti che non consentono immedesimazione alcuna. Il risultato è che i personaggi sono privi di spessore e gli attori risultano fuori parte, quando basta rivedere con calma la scena per capire che forse non lo sarebbero stati se supportati da maggiori pause. GoT non ha insegnato nulla?

– The ugly

Non-History Channel

tk

Ciao, io sono un templare come dovrei essere mostrato.

E no. Adesso mi arrabbio, seriamente. Perché un’emittente che nasce per trasmettere documentari storici produce una serie sui templari – di cui tra un po’ sappiamo anche l’ora in cui andavano al gabinetto – piena zeppa di falsi storici inseriti per compiacere l’immagine che il pubblico ha di questi monaci guerrieri? Bastava aprire un qualsiasi manualetto Osprey per evitarli. A partire dalla “divisa” dei cavalieri con la megacroce rossa sul torace stile bandiera inglese, errata in quanto i templari portavano una piccola “croce patente”di colore rosso sul cuore, come si vede nell’immagine a lato.

Lo scudo e lo stendardo era poi bianco e nero (v. immagine: talvolta i colori sono invertiti) e questi colori riflettono il bianco della casta dei cavalieri (nobili) e il nero che invece indossavano i sergenti (non-nobili). E almeno questa differenza nella serie viene mostrata, ma lo stendardo e gli scudi sono sbagliati.

Anche i combattimenti “di massa” sono molto stereotipati e non rendono giustizia al noto canale (che già ci aveva abituato male con quelli “ninja” di Vikings).
Perché un gruppo di templari dovrebbe caricare in formazione a cuneo (e fin qui…) una masnada di individui armati di lance SENZA CHE NESSUNO INDOSSI UN ELMO?! Capisco che il viso dell’attore dev’essere visto dal pubblico ma perché non dotarli di un elmo con nasale, dovendo proprio?

Ma anche: come fanno i mammelucchi a spostare così rapidamente dei trabucchi (le catapulte) in città per bersagliare le navi, per altro con precisione chirurgica? Che sono, droni???

Bah.

In sintesi

La prima puntata di Knightfall si prende un 6 pieno, senza meno e senza più. Attendiamo le restanti puntate per vedere come evolverà.

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