“Quando c’era LVCAS, i Jedi arrivavano in orario!”

tlj.jpeg

NB: Arrivati al punto dove ci saranno spoiler, vi avviso.

La parabola di George Lucas sembra quella di un dittatore di metà novecento: l’inizio da solo, con pochi che credono in lui. Poi milioni di seguaci e lodi al suo operato. Passano gli anni e le sue scelte indignano i sostenitori (Ep. I). Il tentativo di migliorare è maldestro anche perché nessuno dello staff osa contraddire le sue boiate. L’estremo tentativo di riscatto è inconsistente e arriva troppo tardi (Episodio III – The Clone Wars).

Tutti invocano l’arrivo degli alleati, sotto forma della USS Disney, auspicando che il tirannico Re George venga deistituito. E per 4 miliardi ciò accade “sotto scroscianti applausi”.

Il “nuovo ordine” non si dimostra migliore del vecchio e partorisce un Ep. VII che divide i fan tra coloro che gridano al plagio e quelli che lodano l’omaggio.

Ma la verità è che Lucas, non manca quasi a nessuno; eppure quando le cose vanno male, tutti sembrano dimenticarsi gli abomini commessi nei prequel e quasi quasi lo rimpiangono come Mussolini, da cui il titolo della mia recensione.

E poi, arriva la frattura: Star Wars Episodio VIII – Gli Ultimi Jedi.

La rottura dalla tradizione “manichea” – quasi tolkeniana – dei vecchi Star Wars è compiuta da Rian Johnson: è come quando scopriamo la verità su Babbo Natale. Un pugno nello stomaco che nuovamente ha diviso i fan ma intanto va bene a mamma Disney: “che se ne parli anche male, purché se ne parli”. Perché Star Wars (per colpa nostra) è peggio della Coca-Cola: un brand che vende da solo, anche non pubblicizzandolo. Possiamo amare o odiare il film ma tanto lo andremo a vedere, e ben vengano piccoli gioielli come Rogue One.

Quindi, in Episodio VIII, preparatevi a humor stupido (stile Guardians/Avengers), plot twist e personaggi grigi: al bando buoni o cattivi, che alla gente piace l’ambiguità in stile Trono di Spade. Ci manca Luke cocainomane e Kylo Ren che vendeva biscottini degli scout prima di essere abusato da Jabba (eeeww!) e c’è quasi tutto. Aspettatevi come sempre ottimi effetti visivi, un mostruoso riferimento (ai limiti del plagio) della trilogia classica – in particolare de “L’Impero colpisce ancora” – e il tentativo di rendere interessanti i nuovi eroi e di sbarazzarsi con garbo dei vecchi.

E prima di lasciarvi agli spoiler, una sola esortazione: smettiamola di parlare di Star Wars come se fosse un film di Pasolini o la Corazzata Potemkin.

Star Wars ha praticamente inventato gli effetti speciali e nobilitato la “space opera” ma si ferma lì. Le trame sono sempre state più lineari e scontate di un romanzo Harmony, i personaggi profondi come il tappo di un barattolo e il merchandising più invadente dei lavavetri al semaforo. Prendiamo proprio esempio dal film che vado a recensire, ovvero smettiamola di considerare tutto come un serioso libro sacro, neanche tanto avvincente, e prendiamo le cose come sono: anche i fallimenti (grazie, oh maestro dei maestri, per questa lezione).

Episodio VIII è un film di intrattenimento riuscito. Mi pare migliore nettamente del VII e quasi all’altezza di Rogue One, che come ho detto è un piccolo gioiello. Ep. VIII Non lo annovero tra i miei SW preferiti (nell’ordine: Ep. 5, Ep. 4 e RO), ma sicuramente sopra i prequel e ampiamente sopra Ep. VII.

SPOILER DA QUI IN AVANTI

Tante cose andavano tagliate: troppo umorismo “telefonato”, personaggi come Snoke buttati via e quanto altro. Ma se lo consideriamo per quel che è, merita la visione senza spendersi in raffinate analisi che non gli competono. Ma belin, Lucas lo ha pure detto: “Star Wars è una saga per dodicenni”. E io concordo: smettiamola di trattarlo da film neorealista.

Le cose che ho gradito

Abbazia di San Fruttuoso di Camogli-DSCF0662.JPG

Luke, vieni in Liguria che le abbazie sul mare ce le abbiamo anche noi! -CC BY 2.5, Collegamento

– Il ritorno alla dimensione spirituale e “medievale”

Il maestro, che butta via la spada come fosse ciarpame, vive in un monastero stile San Fruttuoso di Camogli, circondato da suore-rana che gli lavano il bucato e riparano gli edifici. In questo, mi ha tanto ricordato gli albori degli ordini cavallereschi quali i Templari e gli Ospitalieri, riportando i Jedi in una dimensione più occidentale e abbandonando la spiritualità Lucasiana. Anche gli insegnamenti di Yoda e i vecchi libri Jedi sono un buon corollario che allontana un po’ dai laser e fa tornare a quello che in fondo ci piaceva della vecchia saga: la Forza.

– Il concetto di mondo “grigio”

Tutti falliscono, tutti diventano meschini. I mercanti d’armi vendono sia ai ribelli che all’Imper… scusa, Primo Ordine. Finalmente un po’ di spessore che chiedevo da dieci anni alla “saga” è arrivato. Finalmente tutti vengono tentati dal lato oscuro, ci provano, soffrono, fanno morire altre persone per i loro sbagli. Nella mia recensione di Episodio VII mi lamentavo di questo (o almeno ricordo così). Lo considero un problema risolto.

– Yoda

La sua entrata, sorpresa gradita, vale da sola il biglietto del film. Soprattutto i suoi messaggi: smettetela di prendere tutto sul serio, smettetela di preoccuparvi dei fallimenti o attaccarvi a vecchi libri pomposi. Espandete davvero le sensazioni e diventate tutt’uno col mondo. Come sempre un personaggio, assieme a Obi-Wan, molto riuscito.

– Rey e Kylo Ren

A non tutti sono piaciuti, ma il loro rapporto strano e ambiguo l’ho trovato non male, specie la crescita di Kylo Ren, anche se far peggio del film precedente era dura. Rey alla fine ha sempre questa innata capacità di “far bene tutto” un po’ odiosa ma ci stiamo abituando.

– Luke (ma non del tutto)

Quando Skywalker incontra nuovamente R2 si ha un senso di nostalgia che ci appaga, come la sua “sboronata” finale che però sembra costargli la vita. Certo, avremmo voluto di più da questo Luke grigio e ingrigito, ma non è andata male.

Le cose che proprio no, grazie.

– La colonna sonora

Dove è finito John Williams??!?!?

– L’umorismo “Marvel”, la battuta facile e forzosa

La telefonata iniziale di Poe, stile Zoo di 105, è un esempio di cosa “non fare”. I Porg al forno che irritano Chewbacca, i ferri da stiro del Primo Ordine. Era necessario? No e poi no. Spero che nel prossimo si eviti perché voglio guardare Star Wars e non i Guardiani della Galassia.

– Hux, Phasma, Benicio del Toro e Snoke buttati via

Brutta annata per i cattivi. La sceneggiatura spreca tutte le loro figure trasformando Hux, che in Ep. VII era un giovane Hitler, in una macchietta grottesca stile ammiraglio Piett della vecchia trilogia. Phasma che appare 30 secondi per un combattimento più ridicolo del Darth Vader vs. Obi-Wan di Episodio IV. Il mercenario interpretato da Del Toro è una specie di versione cattiva di Jack Sparrow (altro prodotto Disney, guarda caso), sprecato perché arriva nel film troppo tardi e per troppo poco tempo per abituarci alla sua presenza.

Snoke è poi il grido maggiore di vendetta: ma come! Uno che ha convertito Ben Solo al male, che comanda una macchina da guerra più efficace dello stesso Impero, con le cicatrici di chissà quale battaglia e me lo fai morire alla Darth Maul senza un perché o una spiegazione? Si poteva spianare la via al successo di Kylo Ren in altri modi, magari con un bel conflitto interno al Primo Ordine, maggiormente caratterizzabile da quello Hux-Ren. Questo è un crimine contro il cinema.

– Poe Dameron

Sinceramente: il comportamento del pilota è da corte marziale, altro che “è proprio un ragazzaccio, hihihih”, come Leia e la tizia coi capelli viola in crisi di mezz’età lo liquidano. Poe è un coglione per tutto il film, non ne azzecca una eppure gliele perdonano tutte. Boh.

– Leia iperbarica

Seriamente: la scena della “morte” di Leia era perfetta già così, magari andava spostata avanti nel film ma farla sopravvivere in stile Mary Poppins che scende dal cielo è stata una gran cagata, per dirla in termini tecnici.

– L’Impero colpisce ancora 2.0

Seriamente: era necessario mettere la grotta del lato oscuro (buttata via), l’assalto alla base ribelle nella neve con tanto di camminatori AT-AT, l’evacuazione ribelle e lo pseudoaddestramento di Rey con Luke che “la trolla” come fece Yoda? Non sono cose già viste? Epperò, ci sono.

Non (troppo) pervenuti

Rose: simpatica ma con poco senso, come la fuga-cavalcata ecologista con Finn. E dentro ci mettiamo pure lui, che da protagonista è diventato spalla.

Il pianeta dei ricconi mercanti d’armi: dobbiamo sentirci fare la morale da una multinazionale che compra altre multinazionali a botte di miliardi come fossero caramelle?

R2 e 3PO: ormai ce li mettono solo per fargli battere i record (sono gli unici personaggi ad apparire in ogni film della saga).

Billie Lourdes: la figlia di Carrie Fisher, codini inclusi, messa un po’ lì tra i ribelli in cerca di un posto nel mondo.


Credo di aver detto tutto. Episodio VIII poteva andare molto peggio. Stiamocene e attendiamo il prossimo film: lo spin off su Han Solo!

PS: forse sono l’unico che lo ha notato ma il supercannone del Primo Ordine, schierato nell’assedio finale, mi sembra preso pari pari dalla gran bombarda ottomana che conquistò Costantinopoli. E quindi, se così, apprezzo.

Vi ricordo che potete seguirmi anche sulla pagina Facebook, mandarmi messaggi totalmente anonimi su Sarahah, spedirmi una mail a lorenzofabre.saga@gmail.com o seguirmi anche su Instagram e Twitter.

Ciao!

Annunci

2 thoughts on ““Quando c’era LVCAS, i Jedi arrivavano in orario!”

  1. Questa volta sono d’accordo con te su quasi tutto! Hai però, secondo me, trascurato un fatto che trasuda per tutto il film come i midichlorian: il tempismo!
    Abbiamo per 3/4 del film il primo ordine che invece di ingranare la terza, raggiungere l’incrociatore e farla finita, se lo segue con tutta calma…
    Abbiamo gente che spara, ma solo dopo averci riflettuto quelle due settimane…
    La tizia con i capelli viola che aspetta la morte di più della metà dei suoi amici prima di ricordarsi “ehi, ho sacrificato la mia vita su questo incrociatore armato fino ai denti, magari usiamolo”.
    Ecc. Ecc.
    Tanto che Ortolani ha ribattezzato il primo ordine: “truppe aspettoni”.

    Questa forse è stata la delusione maggiore di tutte ed (almeno per me) ha cambiato il giudizio del film da “nonostante tutto positivo” a negativo.

    Mi piace

  2. Inoltre ti rivolgo una domanda tecnica (essendo tu appassionato):
    I bombardieri! Perchè?? Perchè?? Perchè devono andare LENTISSIMI!! Nello spazio basterebbe accelerarli al lancio e non avrebbero problemi a sfrecciare esattamente come i caccia!
    Ma soprattutto non essendoci nello spazio un “sopra” ed un “sotto” perchè dovrebbero lanciare le bombe in verticale, lanciale frontalmente e togliti 3/4 dei problemi! Anzi, lancia proprio tutto il bombardiere e tanti saluti! E soprattutto “precipitare” quando colpiti? Precipitare dove e verso cosa? E la tizia a 2 metri dal vuoto dello spazio che non soffoca? Qualcuno chiami lo staff di “enders game” a spiegare alla disney come si fa un film di guerra!

    Mi piace

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.