Selfie: il trionfo della solitudine multimediale?

selfieSelfie: tutti sanno cos’è. Abbreviativo di “self-portrait“, l’autoritratto esiste tuttavia da quando c’è la fotografia, per fini pratici. Il selfie è una foto che vogliamo scattarci ma siamo da soli. Soli…

Mi viene da pensare che il selfie sia davvero un segno della solitudine multimediale in cui ci siamo rifugiati dall’avvento dello smartphone, coincidente con la diffusione dei social network, il nuovo modo di esibizionismo-voyeurismo a cui ci siamo abituati con piacere quasi autoerotico.

Sono molti i post e le foto che ironizzano sul nostro attraversare la strada senza guardare e stando curvi con in mano il telefono, fotografare tragedie senza rispetto alcuno per le vittime o usarlo quando stiamo guidando. I medici poi si sbizzarriscono illustrando dati sull’incremento delle patologie della colonna vertebrale cervicale, un po’ come fu per la “tendinite da mouse” diffusasi dopo l’avvento di Windows ’95 e la conseguente informatizzazione forzata del lavoro.

Qualcosa di vero c’è: siamo tutti molto virtuali, tutto fumo e niente arrosto, facciamo commenti da accapponare la pelle sui social ma ci esponiamo sempre meno dal vivo… E il selfie è un po’ un prodotto della cultura digitale.
Oggi ci sono diversi tipi di selfie:

  • a volte il selfie solitario è una voglia irrefrenabile: vogliamo a tutti i costi dimostrare che siamo in un bel posto o siamo vestiti in maniera particolarmente appariscente, insomma mostrare a tutti il successo della nostra vita. Questo è quello che io ritengo più “amaro”: è quello del “sono da solo ma mi diverto lo stesso” oppure “sbavate dietro di me“, “guardate com’è bella la mia vita rispetto alle vostre da perdenti” e cose del genere. Questo sembra più a tratti un sintomo, un grido di aiuto mascherato più che uno sfoggio di superbia.*

*(Togliamo le modelle che sono a caccia di consenso per lavoro, come la tanto acclamata Lucia Javorčeková che ha trovato negli assatanati italiani la sua claque per ottenere uno sproposito di like, tetta dopo tetta e selfie dopo selfie. Concedendo simpatia e l’immagine del suo corpo alla pagina “Commenti memorabili“, si è consacrata a idolo degli onanisti del bel paese e ogni suo selfie è una pioggia di contatti, like e… beh avete capito. Ma questi sono casi più che isolati).

  • Il selfie di gruppo è meno asociale, ma sempre con una puntina di solitudine: una volta si facevano più foto di gruppo dove il fotografo si scambiava “per rimanere tutti nella foto“. Adesso è di certo più pratico produrre un’immagine meno bella dal punto di vista artistico (dove tutti i partecipanti sembrano cammelli visti col fisheye), ma dove ognuno sia presente. Non importa più lo sfondo, l’espressione del viso… l’importante è esserci, hic et nunc, anzi tag & now: se non ci sei, sei outQuesta smania di apparire mi fa di nuovo riflettere, posto che molte volte mi sono prestato anche io. Forse sono troppo serioso ed è solo voglia di produrre un ricordo “scemo” della giornata, però…
  • Il selfie di coppia è frutto di praticità, certo, ma a volte di volontà di mostrare agli altri a tutti i costi cosa stiamo facendo, nonché il sacrosanto diritto di produrre ricordi di coppia, ci mancherebbe.
    Ma per farlo, non vorrai mica dare il tuo telefono da 800 euro in mano a uno sconosciuto con l’immancabile “scusi, ci fa una foto?“… non si capisce il perché, dato che prima gli si cedeva una fotocamera da 500-1000 euro, ben più facilmente rivendibile al mercato nero… ma il furto del cellulare è anche un furto di dati e foto private e ormai il valore economico è quasi secondario.
    Tornando alla coppia, possiamo assolvere tale pratica, sempre che il selfie non finisca postato su tutti i social in maniera ripetuta, a caccia di like e per suscitare invidie. Meglio selezionarli e tenere il grosso nel proprio archivio privato, forse. Uno ogni tanto, come un buon bicchiere di vino, dovrebbe essere la regola.

E poi parliamo del Selfie Stick: questo è il segno che si può fare business con le mode in ogni maniera. Non vuoi far vedere che ti sei scattato da solo una foto come uno sfigato? Vuoi finalmente prendere anche lo sfondo e non solo la panoramica delle tue carie? Eccoci qua! Con 5 euro dai cinesi puoi acquistare la gabola definitiva. E devo ammettere che, pur essendo io un anti-selfie, quando sei in giro e vuoi fare una foto che comprenda il panorama e il tuo faccione, questo è un ottimo metodo, specie per le foto di coppia.

Insomma che cos’è il selfie per me? Una moda frutto dei tempi, di certo non da condannare  a priori, ma da eseguire con una certa “etica”: niente ostentazioni inutili, niente richiami di aiuto, solo la volontà di farsi una foto meno “artistica” e più fonte di ricordi.

Detto questo mi sento in obbligo di pubblicare un mio selfie recente:

selfie fabre...

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