“Ma dove sei finito, Fabre?” Te lo dico io:

Ferrovia, Panorama, Mezzi Di Trasporto, Meteo, Lunatico

Carissimi, un saluto e un aggiornamento.

Ultimamente non sto postando con regolarità, un po’ per il lavoro che dopo capodanno, come saprete di certo, si intensifica e un po’ per alcuni progetti che sto seguendo.

Mi sono reso conto di non star progredendo come scrittore e di non essere mai realmente entrato in lizza: niente concorsi, niente invii di manoscritti ecc. Grazie ai consigli da parte del bravissimo Oskar Felix Drago, già autore di diversi racconti di successo per le antologie Fantaligustico e La Cattiva Strada, mi sono messo a produrre testi più corti e in particolare sto lavorando a tre racconti:

  1. a tema Arte e fantasia (e un pizzico di Medicina),
  2. a tema bellico con elementi fantastici,
  3. a tema Cyberpunk (questo come racconto lungo o romanzo breve).

L’obiettivo è pubblicare questi racconti in antologie e/o raccolte per cui sto curandoli molto, come fossero dei bonsai. I riscontri preliminari da parte di editori/curatori esterni sono buoni, ma c’è sempre lavoro di lima da fare.

Ecco perché mi sto dedicando molto di più alla scrittura privata che quella pubblica via blog ma sono tutt’altro che sparito e anzi spero presto di farvi qualche bell’annuncio, magari per potervi conoscere di persona a qualche presentazione letteraria 🙂

Caleb Sigà, il mio racconto gratuito qui sul blog e su Wattpad, per ora resta fermo ma ho intenzione di pubblicarne la fine entro la primavera.

Il Giorno del Male resta sempre in vendita online, ma sicuramente il suo seguito potrebbe slittare (perdonate l’effetto George RR Martin, ma io non sono ancora famoso come lui e devo costruirmi una reputazione!). La saga del Mondo di Fabre non è ancora terminata, tutt’altro! FabrePedia per ora rimane sospesa e in manutenzione, in attesa di un host meno caro o di spostarla qui sul blog, magari in forma ridotta.

Per le “cavolate” potete sempre seguirmi sulla pagina facebook; invece ci sentiamo sempre qui sul blog per novità succose! 🙂

a presto!

Nostalgia di Baldur’s Gate o Fallout 2? Ecco due nuovissimi giochi realizzati grazie al crowdfunding!

Alla fine degli anni ’90 spopolarono Baldur’s Gate e il suo seguito, tra gli appassionati di GdR per PC, insieme a titoli simili come Icewind Dale e Planescape: Torment. Giochi di ruolo con una forte componente narrativa, le cui vicende potevano essere cambiate dalle scelte dei personaggi, come poi accadde in molti titoli quali Knights of the Old Republic o Mass Effect.

Così fu anche per Fallout 1 e 2, che nessuno ricorda, ormai obliati dai fantastici capitoli 3 e 4, in 3D supermegafigo, mentre i vecchi erano degli strategici a turni.

Due giochi realizzati con la tecnica del crowdfunding – gli utenti fanno una donazione per la realizzazione del progetto – rappresentano degni sequel “non ufficiali” di ambo i titoli.

Pillars of Eternity

Pillars of Eternity Master Odema Dialogue.jpg

PoE, presente per PC e Mac, è realizzato con il medesimo stile di Baldur’s Gate o Icewind Dale, come potete vedere. E rispecchia in tutto e per tutto l’atmosfera dei vecchi titoli Black Isle (non per niente è targato Obsidian). Persino il 3D isometrico è stato rispettato.
Trama assolutamente classica, personaggi non giocanti con cui interagire, mondo fantasy, scelte che cambiano la trama: c’è tutto!

Wasteland 2

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Sequel del primo gioco del 1998, che a sua volta ispirò il primo Fallout, Wasteland 2 è un gioco di ruolo con combattimenti a turni e grafica stavolta in vero 3D. L’ambientazione è un futuro post-apocalittico alla Mad Max, dove un gruppo di Rangers tenta di ripristinare la civiltà. Armi da fuoco e predoni vestiti da punk saranno il vostro pane quotidiano! Anche qui le vostre scelte cambieranno il finale del gioco!

Ambedue i titoli, se siete appassionati dei giochi di ruolo vecchio stile, meritano parecchio!!!

 

Selfie: il trionfo della solitudine multimediale?

selfieSelfie: tutti sanno cos’è. Abbreviativo di “self-portrait“, l’autoritratto esiste tuttavia da quando c’è la fotografia, per fini pratici. Il selfie è una foto che vogliamo scattarci ma siamo da soli. Soli…

Mi viene da pensare che il selfie sia davvero un segno della solitudine multimediale in cui ci siamo rifugiati dall’avvento dello smartphone, coincidente con la diffusione dei social network, il nuovo modo di esibizionismo-voyeurismo a cui ci siamo abituati con piacere quasi autoerotico.

Sono molti i post e le foto che ironizzano sul nostro attraversare la strada senza guardare e stando curvi con in mano il telefono, fotografare tragedie senza rispetto alcuno per le vittime o usarlo quando stiamo guidando. I medici poi si sbizzarriscono illustrando dati sull’incremento delle patologie della colonna vertebrale cervicale, un po’ come fu per la “tendinite da mouse” diffusasi dopo l’avvento di Windows ’95 e la conseguente informatizzazione forzata del lavoro.

Qualcosa di vero c’è: siamo tutti molto virtuali, tutto fumo e niente arrosto, facciamo commenti da accapponare la pelle sui social ma ci esponiamo sempre meno dal vivo… E il selfie è un po’ un prodotto della cultura digitale.
Oggi ci sono diversi tipi di selfie:

  • a volte il selfie solitario è una voglia irrefrenabile: vogliamo a tutti i costi dimostrare che siamo in un bel posto o siamo vestiti in maniera particolarmente appariscente, insomma mostrare a tutti il successo della nostra vita. Questo è quello che io ritengo più “amaro”: è quello del “sono da solo ma mi diverto lo stesso” oppure “sbavate dietro di me“, “guardate com’è bella la mia vita rispetto alle vostre da perdenti” e cose del genere. Questo sembra più a tratti un sintomo, un grido di aiuto mascherato più che uno sfoggio di superbia.*

*(Togliamo le modelle che sono a caccia di consenso per lavoro, come la tanto acclamata Lucia Javorčeková che ha trovato negli assatanati italiani la sua claque per ottenere uno sproposito di like, tetta dopo tetta e selfie dopo selfie. Concedendo simpatia e l’immagine del suo corpo alla pagina “Commenti memorabili“, si è consacrata a idolo degli onanisti del bel paese e ogni suo selfie è una pioggia di contatti, like e… beh avete capito. Ma questi sono casi più che isolati).

  • Il selfie di gruppo è meno asociale, ma sempre con una puntina di solitudine: una volta si facevano più foto di gruppo dove il fotografo si scambiava “per rimanere tutti nella foto“. Adesso è di certo più pratico produrre un’immagine meno bella dal punto di vista artistico (dove tutti i partecipanti sembrano cammelli visti col fisheye), ma dove ognuno sia presente. Non importa più lo sfondo, l’espressione del viso… l’importante è esserci, hic et nunc, anzi tag & now: se non ci sei, sei outQuesta smania di apparire mi fa di nuovo riflettere, posto che molte volte mi sono prestato anche io. Forse sono troppo serioso ed è solo voglia di produrre un ricordo “scemo” della giornata, però…
  • Il selfie di coppia è frutto di praticità, certo, ma a volte di volontà di mostrare agli altri a tutti i costi cosa stiamo facendo, nonché il sacrosanto diritto di produrre ricordi di coppia, ci mancherebbe.
    Ma per farlo, non vorrai mica dare il tuo telefono da 800 euro in mano a uno sconosciuto con l’immancabile “scusi, ci fa una foto?“… non si capisce il perché, dato che prima gli si cedeva una fotocamera da 500-1000 euro, ben più facilmente rivendibile al mercato nero… ma il furto del cellulare è anche un furto di dati e foto private e ormai il valore economico è quasi secondario.
    Tornando alla coppia, possiamo assolvere tale pratica, sempre che il selfie non finisca postato su tutti i social in maniera ripetuta, a caccia di like e per suscitare invidie. Meglio selezionarli e tenere il grosso nel proprio archivio privato, forse. Uno ogni tanto, come un buon bicchiere di vino, dovrebbe essere la regola.

E poi parliamo del Selfie Stick: questo è il segno che si può fare business con le mode in ogni maniera. Non vuoi far vedere che ti sei scattato da solo una foto come uno sfigato? Vuoi finalmente prendere anche lo sfondo e non solo la panoramica delle tue carie? Eccoci qua! Con 5 euro dai cinesi puoi acquistare la gabola definitiva. E devo ammettere che, pur essendo io un anti-selfie, quando sei in giro e vuoi fare una foto che comprenda il panorama e il tuo faccione, questo è un ottimo metodo, specie per le foto di coppia.

Insomma che cos’è il selfie per me? Una moda frutto dei tempi, di certo non da condannare  a priori, ma da eseguire con una certa “etica”: niente ostentazioni inutili, niente richiami di aiuto, solo la volontà di farsi una foto meno “artistica” e più fonte di ricordi.

Detto questo mi sento in obbligo di pubblicare un mio selfie recente:

selfie fabre...

Si torna! Dall’Andalusia con… calore!

Chissà quanti di questi articoli popolano i blog i primi di settembre! 🙂
Ebbene sì… le ferie sono finite, anche se per i più fortunati stanno per partire!

Ne vengo da un viaggio per l’Andalusia, dove ho potuto vedere le bellissime Granada, Cordoba, Siviglia, Ronda e Malaga! Presto scriverò una piccola guida per godere al meglio di queste bellezze (e meno del loro caldo infernale!) 🙂

Nel frattempo, impegni di lavoro permettendo, andrò avanti con Caleb Sigà, il racconto a puntate che stavo scrivendo, basato sulla vicenda di Scipione Cicala 🙂
La vacanza “moresca” mi ha ispirato per andare avanti nel racconto, vista la vicenda di Caleb, che da avventista della Repubblica di Lenvar, si trova a incontrare i temuti Giannizzeri di Khalim.

Intanto vi lascio con queste foto dell’Andalusia, in attesa di caricare sulla mia pagina Facebook un album con le più belle! Mettete un bel “mi piace” sulla pagina per non perderlo! 🙂

E voi? Dove siete stati? 🙂

Malaga - il teatro Romano e l'Alcazaba

Malaga – il teatro Romano e l’Alcazaba

Ronda - il Ponte Nuovo

Ronda – il Ponte Nuovo

Siviglia - la torre della Giralda

Siviglia – la torre della Giralda

Cordoba - la Mezquita

Cordoba – la Mezquita

Granada - la Alhambra

Granada – la Alhambra

Gli esseri umani non sono pronti ad ereditare la Terra, finché non lasceranno puliti i bagni pubblici.
Potete capire quanto siamo lontani da quel momento.
Ed è meglio che non pubblichi foto.

Bravo Akinator!!!

Immagine

Bel colpo, genio!!!!
😀

Akinator

WhatsApp Web: manda i messaggi direttamente dal PC!

whatsappMagari lo sapete già, ma adesso è possibile usare Whatsapp direttamente dal PC, appoggiandolo al vostro cellulare. 🙂 La funzione è supportata direttamente dal sito ufficiale di Whatsapp, senza passare per client esterni.

Comodo no? Ecco il sito con le istruzioni! Dovete ovviamente aggiornare la app alla ultimissima versione, sul cellulare, e collegarvi al sito con Google Chrome (pare che non funzioni con altri browser)!

sito: WhatsApp Web.

Pare che per ora non funzioni su iOS ma solo Android, Windows phone, BB e Nokia S60.

Testata su Android e funziona perfettamente! Ed è ottima per trasferire i file direttamente dalla app al PC senza dovere trasferirli via cavo o con altri client! 🙂

Bel lavoro Whatsapp!

Neve in Valle Scrivia

Ciao cari!

Oggi c’è stata una notevole nevicata tra Bolzaneto e Casei Gerola, improponibile da affrontare senza gomme termiche. Eccovi qualche immagine tanto per gradire! 🙂

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