Invito a teatro: “Un uomo solo al comando”

Carissimi,
vorrei invitarvi a teatro il giorno 3 marzo 2019 alle 20.30 presso il Teatro Instabile di via Cecchi (Genova), a vedere “Un uomo solo al comando“, scritto da Renato Biasizzo e adattato anche da me e dal mio buon editor Paolo Silingardi.
Lo spettacolo, per la regia di Luca Rinaldi, ha INGRESSO LIBERO fino a esaurimento posti e si avvale di allievi ed ex-allievi de “La Quinta Praticabile“, storica scuola di recitazione di Genova.
Si tratta della mia prima esperienza come adattatore di testi teatrali per cui mi farebbe piacere sapere cosa ne pensiate.

La storia – ispirata a fatti realmente accaduti – narra del direttore di una piccola filiale bancaria che si trova coinvolto in una rapina. L’esito di questo crimine cambierà la sua vita per sempre, tra rimorsi, arrendevolezza e volontà di riscattarsi, spinto da un conflitto di voci interiori che coesistono da anni nella sua mente.

Vi aspettiamo e non esagerate con gli ortaggi che tanto non si paga! 😛
Ci vediamo il 3 marzo!

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Commento allo spettacolo di lunedì: testo e differenze con l’originale

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Qualche parola di commento sullo spettacolo di lunedì 2 giugno, “Delitto sul Nilo, al quale avete assistito al Teatro Instabile di Genova, con gli allievi del gruppo “A casa la sapevo” de La Quinta Praticabile e dove finalmente ci siamo incontrati faccia a faccia 🙂

Cominciamo dicendo che il monologo recitato all’inizio non è di Agatha Christie, ma è la poesia Un sogno dentro un sogno” di Edgar Allan Poe. Idealmente potrebbe rappresentare l’inquietudine del personaggio di Kay, stretta tra i sensi di colpa per il suo comportamento verso Jackie e la felicità di stare con Simon.

Il testo è stato rimaneggiato in un ibrido tra il romanzo e il film, entrambi con la presenza di Poirot, e l’originale pièce teatrale di Agatha Christie, dove la scrittrice britannica affida il ruolo dell’investigatore al Canonico Pennefather.
Le modifiche sono state curate da me e dal regista Luca Rinaldi, inserendo personaggi ex novo (Madama Alya) oppure cambiando il background di altri: ne è un esempio il dottor Bessner, uomo nella versione originale, mentre qui è una donna avventuriera ed emancipata; una Indiana Jones al femminile.
Lo stesso Canonico Pennefather che sostituisce Poirot (di cui la Christie era forse stufa), è stato reso uno dei tanti passeggeri del Lotus più che un vero protagonista: è proprio l’assenza di tale figura preponderante (a parte nel finale) che rende i passeggeri, a turno, tutti sospettati e tutti investigatori.
In corso di prove, poi, i cambiamenti sono stati ancora di più.

Il confronto tra Jackie e SimonEcco qualche differenza: un esempio è il lungo dialogo (non presente nell’originale) tra il Canonico e la sua protetta Kay, prima della sua uscita (definitiva) di scena. Kay racconta di come lei e Simon si siano innamorati; qui la giovane è riabilitata in maniera più cospicua rispetto all’originale. Si evince che in fondo l’amore con Simon è apparentemente sbocciato da ambedue le parti ma in realtà è stato provocato da Simon per il suo piano di ucciderla in seguito.

Nel finale dell’opera originale (teatrale, non nel romanzo), Simon non è presente in scena: qui abbiamo voluto far sì che prevalga il suo buon senso nell’arrendersi e ammettere l’orribile gesto che ha fatto, come il fatto che tenti di convincere Jackie a desistere. Sempre nell’originale, Jackie si arrende al Canonico che si prodiga per salvare la sua anima, senza uccidere Simon o se stessa. Anzi, alla sua idea di uccidersi, il Canonico le restituisce la pistola (dopo averla inizialmente disarmata) dicendole che la scelta di uccidersi o arrendersi e affrontare le conseguenze è solo sua.

L’idea registica è stata quella di implementare il finale ben più tragico (e più realistico) del libro/film, integrando dei dialoghi scritti ex novo, dove il Canonico Pennefather esce disilluso e in parte “sconfitto”, pur avendo risolto il caso; è Smith che col suo innato cinismo di nobilotto radical chic, gli gira il coltello nella piaga: “Esiste redenzione per chiunque, padre?”. A questa frase, Pennefather è costretto a sconfessare quello che nel primo atto ha detto alla sua pupilla e a rimproverarsi per aver risolto il caso troppo tardi.

IMG_20150528_234234-3Sostanzialmente immutati i personaggi, ben tracciati, di Simon e Jackie, della cameriera opportunista Louise, della Signorina Helen Foliot-Folkes e di Christina (resa cugina invece che nipote, per la poca differenza di età tra le due attrici che l’hanno interpretate); completamente inventato quello di Madama Alya che sostituisce un personaggio originale “di servizio”. La padrona del battello anzi viene elevata ad aiutante del Canonico, una sorta di piccola Watson. William Smith è stato reso un personaggio molto più di alleggerimento, unica figura comica insieme alla sua “futura cugina” Helen.

La collaborazione con Luca e la Quinta potrebbe, speriamo, non finire qui e l’idea sarebbe quella di portare un nuovo spettacolo in scena, alla fine di quest’anno o entro il primo quadrimestre del prossimo. Ovviamente qui su LorenzoFabre.com e sulla pagina Facebook avrete ogni novità in proposito. 🙂

Saluti a tutti e ancora tante grazie al pubblico che è venuto e ci ha sostenuto! Siamo aperti ovviamente a critiche e consigli costruttivi che ci consentano di migliorarci.