Star Wars: la recensione SENZA spoiler de “Il risveglio della Forza”

Star Wars The Force Awakens.jpg

“Star Wars The Force Awakens” di User:Wiki Erudito – https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Star_Wars_Logo.svg. Con licenza Pubblico dominio tramite Wikimedia Commons.

EDIT: ho rivisto il film una seconda volta, ho accompagnato mio nipote. I commenti in fondo!

“C’è stato un risveglio. Lo hai sentito? “ ed è costato 4 miliardi di dollari alla Disney. Soldi che Topolino e co. hanno bisogno di recuperare. Ecco che, dopo il bombardamento mediatico dell’ultimo anno, “Star Wars: il risveglio della Forza” (IRDF) approda nei cinema offrendo un continuum tra vecchia e nuova trilogia. Se fosse possibile effettuare nello stesso momento un sequel, un remake e un reboot, Disney ci avrebbe davvero provato. Come è andata?

No Lucas no party?

La genesi de IRDF inizia con George Lucas esautorato dal progetto. Dapprima i fan, ancora scossi dalla mediocre qualità della trilogia prequel, plaudono alla scelta, e JJ Abrams (da Lost) è salito a bordo a dirigere questa titanica impresa.

Il film, come detto, è un sequel in quanto ambientato 30 anni dopo Il Ritorno dello Jedi, con importanti ritorni di cast, ma è anche un remake: IRDF infatti attinge a piene mani (per non dire copia spudoratamente) dalla trama del primo Guerre Stellari, l’episodio IV (Una nuova speranza), in un modo così evidente da essere estremamente stupido. Evvabbè… pazienza, gli Star Wars non hanno mai brillato come originalità della trama.

E no: non hanno neanche risolto il problema della scarsa mira degli Stormtrooper cattivi…

Ok, se la trama fa cagare, i personaggi?

Contemporaneamente il film è anche un reboot: rilancia la storia dei cattivi nazisti vs. i partigiani spaziali, offrendo un cast di 4 nuovi personaggi (due buoni e due cattivi) decisamente giovani e, in un caso, anche  tormentati. Codesti personaggi, Finn e Rey, riprendono molto Luke e Lei(l)a della vecchia cara trilogia. Dalla parte oscura ritroviamo Kylo Ren come Dart(h) Fener (Vader) e il Generale Hux in una sorta di Governatore Tarkin. A Poe Dameron è lasciato il ruolo di superpilota che fu di Wedge Antilles e di spalla comica giovane che fu di Ian o Han Solo, che come avete potuto vedere dai trailer riappare anche in questo film in un ruolo decisamente predominante. Ovviamente ci sono altri ritorni importanti che però non sono così decisivi.

Finn e Rey (Boyega e Ridley) non sono poi così malvagi: hanno una certa verve comica e per quanto schiacciati dalla ingombrante presenza di Harrison Ford, riescono ad avere un loro posto nel film.  Semmai è Rey ad essere troppo abile in quello che fa, risultando un po’ esagerata.

Viceversa è tremendo a dir poco il personaggio di Kylo Ren. Dopo un inizio non male, il giovane Adam Driver toglie la maschera rivelando un ragazzo nasone e brufoloso che non solo non riesce a risultare figo come il caro vecchio Anakin/Dart Fener, ma risulta davvero ridicolo e dire ridicolo è usare veramente pietà nei suoi confronti. Da cancellare completamente.
Buona invece la prova del giovane Gleeson nei panni del generale Hux, adeguato al ruolo.

Andy Serkis che fu Gollum, torna nei panni del nuovo Imperatore, il leader supremo Snoke, troppo poco presente per esprimere un giudizio.

Criticabili le scelte narrative dedicate al personaggio secondario del Capitano Phasma, interpretato dalla Brienne di Game of Thrones, che prende il posto di Boba Fett in tutti i sensi, anche come stupidità. Qui Disney ha decisamente copiato un po’ troppo Lucas.

E Yoda? Ci vuole la parte del vecchio saggio che sa tutto. Come la risolviamo per essere originali? Agli sceneggiatori non sfugge niente ed ecco che lo dipingiamo di arancione, gli togliamo le orecchie grosse e gli diamo gli occhi piccoli e lo facciamo femmina: ed ecco Maz Kanata! Inutile come una forchetta per mangiare il brodo.

E la splendida abilità del compositore John Williams? Sprecata. Scordatevi le epiche colonne sonore dei precedenti, qui non c’è nessun motivo che vi resterà in testa.

In soldoni, com’è questo film?

E’ mediocre, poteva andare molto meglio. Non c’è appello: come estetica si trova a metà strada tra gli episodi II e III e questo non depone a suo favore: troppe battaglie con i caccia inutili (non impressionano più nessuno nell’epoca digitale), troppo lungo (tagliare 20 minuti), trama insulsa e ricopiata pari pari dal IV, cattivi poco carismatici.

Quello che non si riesce poi a capire, è il coro di sviolinate che esce dalla critica in questi giorni, ai limiti dell’apologia. Non è che perché c’è il marchio Star Wars o Disney davanti, deve essere per forza bello e sacro.

Forse le nuove generazioni lo apprezzeranno ma le vecchie lo guarderanno con tristezza. Osservando IRDF ti rendi conto che la tua giovinezza è finita: non sei in grado di vedere il film con gli occhi che avevi a 8 anni quando hai visto Guerre Stellari, con il nome ancora in italiano. Non sei in grado di perdonare i buchi narrativi, i dialoghi insulsi, i personaggi incompleti. Forse solo i giovanissimi lo salveranno. E il film, come il bruttissimo Episodio I, incasserà tantissimo lo stesso.

La Forza ha guardato la sveglia, si è tirata su la coperta e rigirata dall’altra parte: come fu per Episodio I, speriamo per i prossimi due.

EDIT: La seconda visione

Ho rivisto il film oggi, 28 dicembre,  avendo promesso di accompagnarci mio nipote di 7 anni assieme agli altri due zii, nipote che ho “iniziato” alla saga qualche anno fa.
La seconda visione è stata migliore della prima, libera da hype e con maggiore attenzione ai dettagli. Devo dire che qualche scelta registica si apprezza di più. Ho potuto anche constatare la presenza di due personaggi “noti” in sottofondo in una scena, oltre al noto cameo di Daniel Craig.

Rinnovo che Rey è decisamente il personaggio migliore con Han, Finn è una spalla comica abbastanza “pulita” in stile Disney con tratti alla Chris Rock… Esce sempre perdente Kylo Ren appena toglie la maschera, non pervenuti Leila e Maz (sono davvero poco significativi), davvero stupido Phasma, inutile Snoke, ottimo Hux ecc.

Se avevo detto che il film era una cacca di vacca dopo la prima visione, devo in parte smentirmi; forse perché l’ho visto assieme a un bambino di 7 anni che mi ha contagiato nella sua semplicità. Non è più il mio Star Wars: l’ho in un certo senso “consegnato” a lui un po’ come Obi Wan Kenobi consegnava la spada di Anakin a Luke dicendo: “Sto diventando vecchio per questo genere di cose“. Questo è il “suo” Star Wars, è quello con Poe Dameron che lui già adora e di cui ha già chiesto 246 articoli del merchandising (fanc**o Disney e Lucas, flagelli del portafogli) e brandiva già da qualche giorno la spada laser rossa di Ren: finito il film c’è stato ovviamente un combattimento con spade laser finte, a casa sua, che mi ha ulteriormente convinto.

Rimango dell’opinione che il film è al livello medio-basso dei prequel e sostituire Lucas, come ricorda la bellissima tavola di Leo Ortolani, non è servito a molto. IRDF è  un film necessario per far progredire la saga ma poteva essere fatto con una trama più originale.

Comunque sono tornato a casa “sollevato”. Che la Sag(r)a continui!

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One thought on “Star Wars: la recensione SENZA spoiler de “Il risveglio della Forza”

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