Guida per un viaggio in Andalusia

Considerazioni generali

  • Quanto stare: noi abbiamo fatto 11 giorni, ma si vede tutto in una settimana se non perdete tempo. Ad ogni città, vedrete il numero di giorni che vi consiglio.
  • Il caldo: Ve lo dico subito: non andate d’estate se potete! Siamo stati fortunati a Granada ma a Siviglia, per dire, abbiamo beccato 39 gradi ed era molto faticoso girare! Se proprio non potete fare altrimenti, prenotate hotel con piscina (li trovate a buon mercato) che vi aiutano a sopravvivere ai pomeriggi, e preparatevi a girare solo mattina e sera. Ah… l’acqua costa tanto in giro, compratela nei supermercati..
  • Che giro fare? Noi abbiamo fatto Granada-> Cordova -> Siviglia -> Ronda -> Malaga. Col senno di poi vi consiglio di fare il giro contrario!!! Perché Malaga è la meno interessante di tutte, Ronda vi fa subito sentire nella campagna spagnola, Siviglia e Cordova vi accompagnano nel mondo dello stile moresco e Granada è veramente un gran finale! 🙂
  • Usate un’auto (a noleggio o la vostra) per muovervi tra città e città; se proprio non potete, pullman e treni sembra funzionino bene. Se portate la vostra auto dall’Italia, controllate i documenti necessari da portarvi dietro. Parcheggiate l’auto in hotel o nelle vicinanze: non vi serve a nulla in città, è solo un intralcio e una preoccupazione in più. Il tragitto totale, usandola tra un centro e l’altro, è stato di circa 800 km (comprensivo di errori del navigatore….), fatti con un pieno di benzina (auto: Opel Corsa, nuova), pagato una sessantina di euro circa. La benzina super da 95 ottani viaggiava sui 1,15-1,30 euro al litro, ad Agosto 2015.
  • Le distanze: tutte le città sono da girare a piedi e in bus. I biglietti di quest’ultimo vanno da 1,20€ a 1,40€ per corsa, pagabili direttamente all’autista con denaro contato: il resto ve lo danno solo di giorno e comunque non accettano tagli grossi (la sera alcuni autisti non hanno proprio resto da darvi, di default). Portate scarpe comode perché noi, per dire, ci siamo fatti una media di 12 km al giorno (misurati col contapassi)… e non abbiamo visto che i principali monumenti. :-O
  • La lingua: c’è solo una persona che odia parlare in inglese più di un francese e di un italiano: è l’andaluso! Preparatevi un vocabolario essenziale di spagnolo (scaricate qualche app dizionario offline o i pacchetti offline di Google Translate) perché il 90% delle persone che lavorano fuori dagli alberghi si rifiuterà di parlarvi in inglese, specie se scopre che siete italiani! Per fortuna la somiglianza linguistica col castigliano vi agevola non poco. Utile ripassare i nomi del cibo se volete andare di tapas: non tutti hanno il menu doppio in inglese (che poi per alcuni è ancora peggio che in spagnolo).
  • Il Flamenco: per 30 euro e consumazione abbiamo visto uno spettacolo di Flamenco in un locale-grotta di Sacromonte a Granada (Cuevas Los Tarantos). Merita davvero, anche se non vi piace il ballo, perché ci si sente davvero in Spagna.
  • La cultura zingara: in Andalusia sono presenti molti gitani (gli zingari spagnoli) che possono essere perfettamente integrati: lo stesso flamenco è il connubio tra la tradizione moresca e quella rom. Non di rado, vedrete in giro delle signore che vi offrono un ramoscello di rosmarino dicendo “un regalo per voi” o un “souvenir dell’Andalusia: è gratis”. Lo fanno con un tono ipergentile e potrebbero spingervi a fermarvi: sono donne rom (probabilmente di etnia kalé) che con questa scusa vi abbordano per leggervi la mano e chiedervi dei soldi.
    D’altro canto ogni città ha i suoi abili questuanti, come i lustrascarpe di Istanbul che “fingono di perdere la spazzola” e con la stessa scusa vi fermano per lucidarvi le scarpe gratis in segno di gratitudine e finiscono poi per farsi pagare.
    Nel caso andaluso, potete semplicemente tirare dritto con un “no, gracias” (non fermatevi neppure: le più spregiudicate la mano a volte se la prendono proprio, appena voi accennate il gesto di prendere il rametto!!!) e non avrete nessuna conseguenza (a parte qualche imprecazione che tanto non capireste). Se poi volete farvi leggere la mano, prego! E preparatevi almeno 10 euro di tariffa 😉
  • Occhio sempre ai borseggiatori perché in queste contrade sono molto diffusi, come in tutti i centri turistici. Secondo la guida, anche i furti nelle auto sono comuni.

Tutto il resto sta a voi: Viaggiate con la guida cartacea (noi abbiamo usato la cara Lonely Planet e non ne siamo rimasti delusi)? Volete vedere i musei? Volete mangiare roba locale? Usate mappe cartacee o GPS? Questo non posso suggerirlo io, ma la guida ve la consiglio caldamente: ci ha salvato in diverse situazioni. Anche Tripadvisor 😛

Come navigatore GPS free ho usato “Navmii“, che molte volte si piantava. Ma tutto sommato ci ha sempre portato dove dovevamo, tolto che a Granada stava per farci passare sotto una telecamera di una ZTL… Scaricate la mappa della Spagna, ovviamente, se no è inutile.

E ora, nella prossima pagina vediamo qualche considerazione se volete noleggiare un’auto. Altrimenti potete andare direttamente alla pagina 3 per Granada 🙂

Pubblicato da Lorenzo Fabre

Lorenzo Fabre è un blogger e scrittore genovese. Il suo racconto d'esordio "La pillola" è pubblicato nell'antologia Continuum Hopper (Della Vigna), vincitrice del Premio Italia 2017. Fabre è anche tra i vincitori del Premio Racconti Liguri 2017 e si è classificato secondo al Premio G. Viviani 2017 per racconti fantasy. Recentemente ha pubblicato racconti di fantascienza nelle antologie Sarà sempre guerra e Futura Lex. Tra le sue passioni, oltre la scrittura, c'è anche la recitazione teatrale, la storia e la scherma storica medievale, i videogiochi “con bella trama”, le serie televisive avvincenti quali Game of Thrones, Black Sails, Breaking Bad e The Walking Dead, e le scienze, con particolare attenzione a quelle mediche e biologiche. Per ogni altra informazione il suo sito è http://lorenzofabre.com.

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