Evviva Hans Zimmer, che ha trasformato le colonne sonore in un concerto rock

HansZimmerTours2017-LiveNon è stato il primo, Hans Zimmer, a giocare con sonorità diverse e strumenti musicali non canonicamente classici: ricordiamo Ennio Morricone che utilizzò scacciapensieri e fischiettii per i western di S. Leone.

Autore delle colonne sonore più celebri degli ultimi vent’anni (Il Re Leone, Il Gladiatore, Pirati dei Caraibi, Inception, la trilogia di Batman e Interstellar, per citare solo alcune delle più di 150 prodotte), nell’unica data italiana del suo tour HANS ZIMMER LIVE, ad Assago, il musicista ha detto di “aver paura del pubblico”. Eppure ha impugnato il banjo e la chitarra, si è seduto al piano, ha salutato quasi ogni musicista presente, dimostrando di non essere soltanto un “direttore d’orchestra”.

E ha fatto di più, Zimmer: è riuscito a spettacolarizzare il genere delle colonne sonore realizzando un “World Tour” dove strumenti musicali sacri, archi e ottoni, si mischiano con chitarre elettriche, strani tamburi, mixer coi bassi sparati a palla e il suo inconfondibile “Braaaam!” sparato dentro il timpano come nemmeno un gruppo metal. E infine ha calato il poker, il caro compositore di Francoforte sul Meno, ormai residente a Los Angeles: si è avvalso di un tecnico luci fenomenale per organizzare uno spettacolare concerto con effetti luminosi, attorniato da musicisti pazzeschi tra cui spicca la violoncellista “pop” Tina Guo, che come l’ottima Lindsey Stirling si esibisce spesso in temi cari ai nerd (Skyrim, Zelda, Game of Thrones), aggiungendo un’estasi erotica nell’abbracciare il suo strumento che la fa diventare spettacolo nello spettacolo.

Ecco un esempio da YT di uno dei momenti più spettacolari, ovvero Batman:

Un trionfo, un concerto che nelle prossime edizioni mi sento di raccomandarvi a ogni costo.

Qui la lista dei brani, elaborata da setlist.fm:

  • Intro Medley
    Driving (Miss Daisy)
    Discombobulate (Sherlock Holmes)
    Rescue Me / Zoosters Breakout (rearrangement)
  • Crimson Angels Medley
    Roll Tide (Crimson Tide)
    160 BPM (Angels & Demons)
  • Gladiator Medley
    The Wheat (with Czarina Russell)
    The Battle (with Czarina Russell)
    Now We Are Free (with Czarina Russell)
  • The Da Vinci Code
    Chevaliers de Sangreal
  • The Lion King Medley
    Circle of Life Intro (with Lebo M)
    King of Pride Rock (with Lebo M) (Shorter version)
    This Land (with Lebo M)
    Circle of Life Reprise
  • Pirates of the Caribbean Medley
    Jack Sparrow
    Marry Me
    He’s a Pirate (Klaus Badelt cover)
  • Intermission
  • True Romance
    You’re So Cool
  • Rain Man
    Rain Man Theme (piano solo excerpt)
  • Thelma & Louise
    Thunderbird
  • Superheroes Medley
    What Are You Going to Do When You Are Not Saving the World? (Man of Steel)
    Is She With You? (Batman vs. Superman, Wonder Woman)
    The Electro Suite (The Amazing Spider-Man 2)
  • The Thin Red Line
    Journey to the Line
  • The Dark Knight Medley
    Why So Serious / Like a Dog Chasing Cars / Why Do We Fall?
    Fear Will Find You / The Fire Rises / Gotham’s Reckoning
  • Aurora
    (The End, + speech about the Aurora tragedy)
  • Interstellar Medley
    Day One
    No Time for Caution
    Stay
  • Encore – Inception Medley
    Half Remembered Dream
    Dream Is Collapsing
    Mombasa
    Time

Con questo vi saluto e viva Hans Zimmer! 🙂

Black Sails è finita: valeva la pena vedere questa serie? (NO SPOILER)

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Una scena di Black Sails – STARZ

Tranquilli: niente spoiler.

Appassionati di pirateria (quella dei Caraibi) di tutto il mondo: è finita. L’unica serie degna di aver trattato questo tema e prequel de “L’isola del tesoro” di Stevenson, è giunta ieri alla sua conclusione dopo 4 stagioni dalla qualità crescente, picco raggiunto con una magnifica stagione 3. Vediamo di capire se è valsa la pena di vedere questa serie o meno:

Che cos’è Black Sails?

Black Sails esplora la storia della “Repubblica dei Pirati” di Nassau, all’inizio del 1700 e mescola le vicende di veri pirati come Charles Vane o Barbanera, con i personaggi del capolavoro letterario di Robert Louis Stevenson, “L’isola del tesoro”, considerato forse il più celebre romanzo d’avventura per ragazzi e di cui la serie costituisce il prequel. Le quattro stagioni, infatti, sono incentrate su come il Capitano Flint ha messo le mani sul famoso tesoro e come è giunto a nasconderlo sulla famigerata isola.

Black Sails non è piaciuta proprio a tutti (a me sì) e di certo non è arrivata minimamente a scalfire colossi come Game of Thrones, The Walking Dead o Breaking Bad.
Eppure il piccolo miracolo di Michael Bay (inspiegabilmente senza esplosioni) è riuscito a raccontare un’epopea storica snobbata da molti oppure resa grottescamente fantasy dalla Disney con la saga di Jack Sparrow. La serie, la cui ultima puntata è andata in onda ieri negli USA  si conclude dopo un crescendo (NB: non si sa ancora quando sarà trasmessa, doppiata, in Italia; dovrebbe andare in onda su Netflix).

Le quattro stagioni… suonate con le sciabole

Tranquilli nuovamente: niente spoiler.

Nella prima stagione abbiamo visto delinearsi i personaggi, cercando nel bene o nel male di capire quali fossero i buoni e quali i cattivi. Come in ogni buona storia di pirati non ci sono personaggi senza macchia: ognuno è spinto da obiettivi che lo porranno, presto o tardi, a tradire una persona, un ideale, a uccidere innocenti o semplicemente ad asfaltare di botte tutti coloro che si metteranno sulla sua strada. Long John Silver, assieme a Flint, sono i due protagonisti indiscussi, pur nel tentativo di far emergere anche forti personaggi femminili, alcuni realmente esistiti come Anne Bonney, una celebre piratessa donna.

Nella seconda stagione i rapporti diventano fitti e confusionari, con ampi riferimenti alla omo-bisessualità che, pare, non fosse un tabù così ristretto tra pirati e marinai in genere: almeno tre personaggi, infatti, non disdegnano la compagnia di uomini o donne mentre uno è dichiaratamente omossessuale. Anche la componente inter-razziale è stressata.

La terza stagione, la più bella, vede un incremento delle scene d’azione e di massa: battaglie navali o terrestri, nonché l’inasprirsi della lotta sopra il famoso tesoro che sarà al centro del romanzo. La stagione è nettamente la migliore delle quattro: i dialoghi sono ridotti all’essenziale per lo svolgimento della storia, anche se brillanti, mentre l’azione e i cambi di schieramento arrivano a sorprendere l’audience.

La quarta stagione va più in direzione lineare: dopo un primo episodio a dir poco spettacolare, iniziano con molta lentezza a chiudersi tutti i conti tra i contendenti anche se il finale, pur molto a sorpresa, è un po’ da telenovela e non soddisfa appieno il palato.

Perché guardarla

  • Se amate l’epoca dei pirati o le atmosfere caraibiche, è un must
  • Ottima idea di fare il prequel di un famosissimo romanzo
  • Buon mix di eventi storici e inventati, che si amalgamano in maniera credibile
  • Spade, pistole, cannoni e amori “tutti contro tutti” (se la cosa non vi disturba)
  • Personaggi femminili “forti” anche se si muovono in un contesto ancora molto maschile

Perché non guardarla

  • Decolla molto lentamente: la prima stagione è una transizione non sempre piacevole verso le altre, nettamente migliori
  • Nelle ultime stagioni la storia è un po’ tirata per le lunghe, con molti dialoghi a chiarificare quello che era un po’ già chiaro a tutti (effetto The Walking Dead ultime stagioni); poteva anche finire prima.
  • I rapporti forzatamente omo-bierotici a volte sono un po’ buttati lì e “mercificati” per ostentare la liberalità dei pirati.
  • Carenza di scene d’azione degne nella prima stagione (limiti di budget? Ed effetto Game of Thrones stagione 1…)