Nuovo capitolo online per Caleb Sigà!

calebprovv2Carissimi, ecco il nuovo capitolo delle avventure di Caleb Sigà, il mio racconto liberamente leggibile, dopo una pausa durata diversi mesi…

Avevamo lasciato Caleb sfogare la sua rabbia: che cosa gli sarà successo? Sarà stato punito o….

Link diretto al capitolo nuovo: https://lorenzofabre.wordpress.com/storie-dal-continente/caleb-siga-racconto/caleb-siga-capitoli/10/

altrimenti, ecco la pagina dove leggere tutto il racconto finora pubblicato:  https://lorenzofabre.com/storie-dal-continente/caleb-siga-racconto/caleb-siga-capitoli/

Il racconto è anche disponibile integralmente sul sito Wattpad, un aggregatore di racconti e romanzi gratuiti.

ILicenza Creative Commonsl racconto è gratuito e rilasciato con licenza Creative Commons CC-BY-NC-ND, quindi potete condividerlo liberamente purché senza fini di lucr0 e attribuendomi la paternità, aggiungendo un link al mio sito! 🙂

Buona lettura!

Nuovo capitolo online per Caleb Sigà!

calebprovv2Carissimi, ecco il nuovo capitolo delle avventure di Caleb Sigà!
Ora finalmente capiremo che cosa è successo al povero marinaio lenvare dopo l’incontro con le galee dei khalimici…

Quando il racconto sarà terminato, intendo pubblicare anche una riflessione e spiegazione approfondita sui motivi che mi hanno spinto a scriverlo in questo particolare periodo storico.

Link diretto al capitolo nuovo: https://lorenzofabre.com/storie-dal-continente/caleb-siga-racconto/caleb-siga-capitoli/7/

altrimenti, ecco la pagina dove leggere tutto il racconto finora pubblicato:  https://lorenzofabre.com/storie-dal-continente/caleb-siga-racconto/caleb-siga-capitoli/

Il racconto è anche disponibile integralmente sul sito Wattpad, un aggregatore di racconti e romanzi gratuiti.

ILicenza Creative Commonsl racconto è gratuito e rilasciato con licenza Creative Commons CC-BY-NC-ND, quindi potete condividerlo liberamente purché senza fini di lucr0 e attribuendomi la paternità, aggiungendo un link al mio sito! 🙂

Buona lettura!

Il Racconto dei Racconti: è l’inizio del genere “spaghetti-fantasy” o un caso isolato?

Il racconto dei racconti poster.jpg

“Il racconto dei racconti poster” by Source. Licensed under Fair use via Wikipedia.

Prendi un regista come Matteo Garrone (Gomorra) e mettilo a fare un film fantasy basato su una serie di fiabe del 1600: l’antologia partenopea “Il racconto dei racconti”, appunto, tratto da “Lo cunto de li cunti” di GB Basile. Garrone tenta l’intentabile: quello di fare un film fantasy d’autore.

Così si arma di ingegno e scova location tutte italiane una più fiabesca dell’altra. E dentro ci mette tutto il cinema italiano: ecco che i dialoghi sono ridotti al minimo come nei western di Sergio Leone, i costumi e gli ambienti sembrano usciti da “il mestiere delle armi” di Ermanno Olmi, la fotografia è degna de “La grande bellezza”. Ma si strizza l’occhio anche a “La Storia Fantastica” e alla televisione: alle fiabe vintage come Fantaghirò o al più moderno Trono di Spade, come ammesso dal regista.

Alla fine di due ore in cui si resta comunque incuriositi, arriva lo scivolone: il finale a metà. Si esce dal cinema con gli archi narrativi non adeguatamente chiusi, alcuni non chiusi affatto, pieni di domande dovute anche a una sequenza non chiara (pipistrello, per chi lo ha visto). E il bello è che è tutto “voluto”.

Ultimamente il cinema italiano cerca di risollevarsi dal cinepanettone, rivisto in salsa Zaloniana, cercando di ricrearsi come intrattenimento per palati fini, perché abbiamo visto che la cosa piace molto all’estero, vedi Sorrentino e anche Tornatore.
Ma palato fino, il grosso del pubblico cinematografico non è. Un fantasy, per definizione, è un film per le masse (in contrapposizione con la letteratura del genere che è invece decisamente di nicchia) alle quali dare in pasto storie un po’ stereotipate, battaglie, intrighi. Qui i personaggi sono piatti e curiosamente il più ben delineato psicologicamente è un orco che si esprime a grugniti e gesti come il Mad Max della recensione precedente: certo che nelle fiabe è così, ma il cinema ha bisogno di altri stimoli. In pratica esci dal cinema non capendo se hai visto un film di Brancaleone, “Lo Hobbit” come forse sarebbe dovuto essere (con più attenzione al fiabesco e meno agli effetti speciali) o un esercizio di pura estetica cinematografica. Senza che nessuno di questi aspetti sia preponderante sugli altri. Neanche l’inutile cameo di Massimo Ceccherini riesce a incastrarlo in un genere e anzi, speri che voli qualche bestemmione in toscano per ravvivare un po’ la vicenda.

Garrone commette l’errore di rifare un film dalla fotografia impressionante ma dai personaggi mediocri in salsa fiabesca, col risultato che, davvero, sembra un Fantaghirò girato con un budget maggiore.  Si tratta dell’inizio di un nuovo filone, lo “spaghetti-fantasy?” dove viene ribaltato il modello standard americano, come fu per il western, in virtù di una maggiore attenzione alle pause recitative, alla fotografia e al paesaggio?

Eppure, per quelle due ore in cui aspetti di sapere “come va a finire” il film fila, ma il finale lascia delusi non poco e lo fa ripiombare sotto la sufficienza.

Però il tentativo era interessante e forse, con molte modifiche, vale la pena di ritentarlo.