Ci siamo, e scusate il ritardo dovuto ai tanti impegni!
Ecco il terzo capitolo del racconto “Caleb Sigà” 🙂
https://lorenzofabre.com/storie-dal-continente/caleb-siga-racconto/caleb-siga-capitolo-3/
Buona lettura!
Narrativa, blog, D&D… quel che penso.
Ci siamo, e scusate il ritardo dovuto ai tanti impegni!
Ecco il terzo capitolo del racconto “Caleb Sigà” 🙂
https://lorenzofabre.com/storie-dal-continente/caleb-siga-racconto/caleb-siga-capitolo-3/
Buona lettura!
Cari! Avete letto il mio racconto “Caleb Sigà”?
E’ ispirato alla vicenda (vera) di Scipione Cicala, il “Sinan Capudan Pascià” di Fabrizio de André. Una storia di navi e d’oriente, ottima da leggere in spiaggia!
Ecco il secondo capitolo, disponibile anche su Wattpad!
Qui o sul menu in alto, alla voce racconti, potete leggere anche il capitolo 1, il prologo e la prefazione. 🙂
Un sentito grazie a Paolo Silingardi per l’editing! 🙂
Ci siamo: ormai è finita l’era in cui i lettori delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco minacciavano i cultori della serie TV di spoilerare morti illustri, colpi di scena e cliffhanger di ogni tipo. Benioff e Weiss hanno appena raggiunto i libri di George R.R. Martin!!!
Da qui in poi, nessuno tranne il panzone e i due diavoletti ammazza-cast, sa cosa accadrà.
Da qui, vi avviso, spoilero l’intera 4a e 5a stagione e la totalità dei libri usciti finora.

Martin ha fatto più morti della Peste del 1300, eppure B&W, forse per tagliare le spese del cast, sono riusciti a batterlo.
Ne hanno fatto le spese in tanti in questa stagione e nella scorsa: Jojen Reed, mai ucciso da alcun non-morto (per ora) nei libri, i due corvi Grenn e Pyp, la povera Shireen Baratheon, mai sacrificata da Stannis in una delle più tremende scene che io ricordi (né si suicida la moglie Selyse: eppure pare che la morte della bimba sia stata suggerita da Martin in persona), il povero Ser Barristan, ucciso in una rissa inventata con i figli dell’Arpia; persino Mance Rayder poteva sopravvivere (con un escamotage). Per non parlare della bionda Myrcella, che nel libro perde solo un orecchio e non ci resta secca (ma qui, l’odiosa storia bimbominkiosa con Trystane Martell, rende la sua morte accettabile 😛 ).
E pure Meryn Trant (tutt’altro che pedofilo nei libri) e Hizadr zo Lorak-comecazzosichiama, si salvavano. E Jorah Mormont, non contraeva il morbo grigio (ma almeno è ancora vivo).
Se poi Stannis ci è rimasto secco per mano di Brienne, aggiungiamo anche lui alla lista dei morti nella serie ma non nei libri (dove i due non si incontrano manco).
Tutti sono rimasti sconvolti invece dalla fine del povero Jon Snow, che invece nei libri muore nello stesso modo; persino io che non lo sopportavo in nessuno dei due media, ho provato dispiacere nel vederlo, umiliato, crepare nella neve; come il suo padre (reale o adottivo?) che fu giustiziato confessando un tradimento fasullo, nella capitale dei 7 regni.
Ma è il bello di George R.R. Martin, quello di rendere molto amare le storie, dove se fai le cose sempre nella maniera giusta, prima o poi la paghi, e gli stronzi sopravvivono più facilmente.
Chissà se il panzone pubblicherà il nuovo libro prima dell’uscita della nuova stagione televisiva, o se tra un anno saranno i patiti della serie a potere spoilerare ai cultori dei libri: questa vendetta sarebbe moooolto in linea con lo stile Martin. 🙂
Valar Spoileris a tutti! :-p

Che George Miller, regista di tutti e 4 i film di Mad Max usciti, abbia studiato medicina, lo si capisce da alcune delle scelte del suo nuovo pseudo-remake/reboot: Mad Max Fury Road. Difficile mescolare il genere post-atomico autostradale con donatori 0- universali, malati di linfoma che danno un soprannome ai propri linfonodi, pneumotoraci curati a coltellate e quant’altro. Eppure, lo ha fatto.
Quando negli anni ’80 il disegnatore Buronson e compagni crearono l’iconico personaggio di Ken il Guerriero, si ispirarono (anche nel look cuoio e spalline) a Mel Gibson, giovane attore australiano lanciato proprio da Miller con i primi 3 film della saga; egli si muoveva in un mondo devastato dalle radiazioni e ridotto ad un’età del ferro, dove il ferro è quello delle automobili, esattamente come faceva il divino successore della scuola di Hokuto.

Miller ha deciso di non fare proprio un remake o un reboot ma rivisitare la storia originale: arriva sullo schermo un inseguimento lungo 2 ore senza trama, pieno di auto truccate, sabbia del deserto e punk esaltati, in un cocktail di benzina e tamarreria veramente raro. Nel secondo e terzo film della saga, il budget e l’assenza della tecnologia digitale non avevano scoraggiato il regista. Miller qui si autocita più volte (avete notato il carillon, lo stesso di Mad Max 2? E le “terre verdi” come la “terra del domani-domani” originale?) e sostanzialmente si concede molta più ironia ma, ahimè, molta meno trama.
MMFR infatti, nonostante la nobilitante presenza di Charlize Theron (e la resurrezione di Megan Gale, scomparsa dai tempi della Ominitel) ha sostanzialmente due voluti difetti: l’assenza di una trama (completamente lineare) e… l’assenza di grossa recitazione o dialoghi curati, culminanti nei grugniti di Max per la prima ora di film. Tutto è abbozzato superficialmente: anche l’unica storia d’amore del film è liquidata in 5 minuti. Non c’è tempo per pensare e bisogna solo farsi stupire dagli stunt e dai paesaggi.
Eppure, MMFR è un bel film d’azione senza alcuna pretesa di volerci insegnare niente: è soltanto un quadro hard rock, con lo sfondo giallo del deserto della Namibia che però simula l’Australia post-atomica.
Chi entra in sala pensando di trovare altro, lasci ogni speranza: perché qui Miller ci mostra l’inferno dei dannati di Dante in salsa post-nucleare, senza poesia ma con cruda brutalità.
Ciao cari ragazzi! Conoscete Wattpad?
Fino a poco tempo fa, manco io.
Si tratta di un social network per lettori e scrittori, dove i secondi possono condividere in maniera gratuita il loro lavoro, a beneficio dei primi. Ho pensato che poteva essere una buona cosa iniziare a usare il servizio, in decisa ascesa, pubblicando a puntate il mio primo racconto dell’antologia “Storie dal Continente” di cui vi ho parlato.
Il racconto si chiama “Caleb Sigà” e potrete trovarlo sia sul social network di cui sopra, o qui su questo sito. Verrà pubblicato a puntate; per ora sono disponibili la prefazione, il prologo e il primo capitolo.
Liberamente ispirato alle vicende reali di Scipione Cicala,”Caleb Sigà” è un racconto di avventura ambientato nel Mondo di Fabre. Caleb è un marinaio e un mercenario di Lenvar, alle dipendenze del padre Avidan Sigà, con il quale ha un rapporto molto travagliato. Allo stesso modo è in competizione con uno dei tanti fratellastri: Fidan, che non lo vede di buon occhio. Insieme, i due fratellastri navigano sotto la bandiera del padre cercando di salvare l’impresa di famiglia, contro i pirati, le tempeste e i predoni di Mali…
Periodicamente caricherò nuovi capitoli.
Ovviamente qui su LorenzoFabre.com e sulla pagina Facebook avrete la notifica, quando questo avviene!
NB: Il racconto è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Buona lettura! 🙂

Qualche parola di commento sullo spettacolo di lunedì 2 giugno, “Delitto sul Nilo“, al quale avete assistito al Teatro Instabile di Genova, con gli allievi del gruppo “A casa la sapevo” de La Quinta Praticabile e dove finalmente ci siamo incontrati faccia a faccia 🙂
Cominciamo dicendo che il monologo recitato all’inizio non è di Agatha Christie, ma è la poesia “Un sogno dentro un sogno” di Edgar Allan Poe. Idealmente potrebbe rappresentare l’inquietudine del personaggio di Kay, stretta tra i sensi di colpa per il suo comportamento verso Jackie e la felicità di stare con Simon.
Il testo è stato rimaneggiato in un ibrido tra il romanzo e il film, entrambi con la presenza di Poirot, e l’originale pièce teatrale di Agatha Christie, dove la scrittrice britannica affida il ruolo dell’investigatore al Canonico Pennefather.
Le modifiche sono state curate da me e dal regista Luca Rinaldi, inserendo personaggi ex novo (Madama Alya) oppure cambiando il background di altri: ne è un esempio il dottor Bessner, uomo nella versione originale, mentre qui è una donna avventuriera ed emancipata; una Indiana Jones al femminile.
Lo stesso Canonico Pennefather che sostituisce Poirot (di cui la Christie era forse stufa), è stato reso uno dei tanti passeggeri del Lotus più che un vero protagonista: è proprio l’assenza di tale figura preponderante (a parte nel finale) che rende i passeggeri, a turno, tutti sospettati e tutti investigatori.
In corso di prove, poi, i cambiamenti sono stati ancora di più.
Ecco qualche differenza: un esempio è il lungo dialogo (non presente nell’originale) tra il Canonico e la sua protetta Kay, prima della sua uscita (definitiva) di scena. Kay racconta di come lei e Simon si siano innamorati; qui la giovane è riabilitata in maniera più cospicua rispetto all’originale. Si evince che in fondo l’amore con Simon è apparentemente sbocciato da ambedue le parti ma in realtà è stato provocato da Simon per il suo piano di ucciderla in seguito.
Nel finale dell’opera originale (teatrale, non nel romanzo), Simon non è presente in scena: qui abbiamo voluto far sì che prevalga il suo buon senso nell’arrendersi e ammettere l’orribile gesto che ha fatto, come il fatto che tenti di convincere Jackie a desistere. Sempre nell’originale, Jackie si arrende al Canonico che si prodiga per salvare la sua anima, senza uccidere Simon o se stessa. Anzi, alla sua idea di uccidersi, il Canonico le restituisce la pistola (dopo averla inizialmente disarmata) dicendole che la scelta di uccidersi o arrendersi e affrontare le conseguenze è solo sua.
L’idea registica è stata quella di implementare il finale ben più tragico (e più realistico) del libro/film, integrando dei dialoghi scritti ex novo, dove il Canonico Pennefather esce disilluso e in parte “sconfitto”, pur avendo risolto il caso; è Smith che col suo innato cinismo di nobilotto radical chic, gli gira il coltello nella piaga: “Esiste redenzione per chiunque, padre?”. A questa frase, Pennefather è costretto a sconfessare quello che nel primo atto ha detto alla sua pupilla e a rimproverarsi per aver risolto il caso troppo tardi.
Sostanzialmente immutati i personaggi, ben tracciati, di Simon e Jackie, della cameriera opportunista Louise, della Signorina Helen Foliot-Folkes e di Christina (resa cugina invece che nipote, per la poca differenza di età tra le due attrici che l’hanno interpretate); completamente inventato quello di Madama Alya che sostituisce un personaggio originale “di servizio”. La padrona del battello anzi viene elevata ad aiutante del Canonico, una sorta di piccola Watson. William Smith è stato reso un personaggio molto più di alleggerimento, unica figura comica insieme alla sua “futura cugina” Helen.
La collaborazione con Luca e la Quinta potrebbe, speriamo, non finire qui e l’idea sarebbe quella di portare un nuovo spettacolo in scena, alla fine di quest’anno o entro il primo quadrimestre del prossimo. Ovviamente qui su LorenzoFabre.com e sulla pagina Facebook avrete ogni novità in proposito. 🙂
Saluti a tutti e ancora tante grazie al pubblico che è venuto e ci ha sostenuto! Siamo aperti ovviamente a critiche e consigli costruttivi che ci consentano di migliorarci.

Carissimi, siamo pronti ad andare in scena con “Delitto sul Nilo”, liberamente tratto da Murder on the Nile di Agatha Christie, adattato da Lorenzo Fabre e diretto da Luca Rinaldi, con gli allievi della scuola di recitazione genovese “La Quinta Praticabile” del gruppo “A casa la sapevo“.
Con questa immagine vogliamo darvi un’idea dell’ambientazione, un battello sul Nilo degli anni ’30, e dei costumi che abbiamo scelto. Fervono i preparativi dell’ultimo minuto: l’emozione è tanta e, come sempre, gli impedimenti sono dietro l’angolo. Siamo tutti vicini in particolare a una delle attrici che sta attraversando un momento molto difficile, ma nonostante tutto ci sta dando tempo e impegno. Vi aspettiamo numerosi! L’ingresso è completamente GRATUITO e il giorno dopo è festa della Repubblica, quindi potete fare le ore piccole; si prevede comunque la fine dello spettacolo per le ore 23 circa. 🙂
Siamo lieti di mostrarvi anche qualche immagine delle prove, che troverete sulla pagina dell’evento.
Trama – una coppia di giovani e ricchi sposi, Simon e Kay, è in luna di miele sul Lotus, il battello di Madama Alya che percorre il Nilo. A bordo insieme alla cameriera Louise, incontreranno per caso il Canonico Pennefather, tutore di Kay, e Jackie de Severac, la ex-fidanzata di Simon, oltre agli altri gitanti: il dottor Bessner, medico con la passione dell’archeologia, la zitella snob Helen Foliot-Folkes e la sua succube cugina Christina e il rivoluzionario William Smith. A bordo però si svolgerà presto un delitto che costringerà i passeggeri a collaborare per scoprire il colpevole…
Note tecniche:
Restate informati tramite la pagina facebook: https://www.facebook.com/events/1551519028402125/
Lo spettacolo andrà in scena al Teatro Instabile di Genova – via Cecchi, il giorno lunedì 1 giugno alle ore 21.00 e sarà interpretato dagli allievi della Quinta Praticabile.
L’ingresso è GRATUITO.
I parcheggi in zona Genova Foce (Blu Area – Isola Azzurra) sono gratuiti dalle ore 20.00 alle ore 08.00 del giorno successivo.

Nb: Post scritto a maggio 2015.
Conoscete noicompriamoauto.it? E’ una startup tedesca che ha aperto anche in Italia e che acquista il vostro veicolo valutandolo e comprandolo subito.
Recentemente mi è capitato di aiutare qualcuno a vendere un veicolo con loro, nonostante internet sia PIENO zeppo di recensioni negative che parlano di valutazioni basse (nel grosso dei casi) e anche di problemi nel pagamento.
Mi fa quindi piacere raccontarvi la mia esperienza: nella fattispecie abbiamo utilizzato la filiale di Genova Sampierdarena, proprio sotto il grattacielo del WTC.
Vi racconto passo passo l’iter che ho seguito: noto su Facebook l’inserzione e la clicco. La persona che ho aiutato aveva giusto una utilitaria di 10 anni fa da vendere, circa 60-70.000 km, con qualche danno da sfregamento ben visibile sulla carrozzeria in più punti, ma nessun problema tecnico e discretamente accessoriata (cerchi in lega, chiave elettronica, climatizzatore e radio CD); la persona proprietaria in questione era poco “tecnologica” e quindi le ho dato una mano.
Prima di tutto controllo che l’azienda non truffi la gente: le recensioni su internet sono infatti estremamente negative, ma questo si riferisce quasi esclusivamente alla valutazione dell’auto: dicono che in filiale l’offerta del sito è quasi sempre ribassata del 30-50%. Evabbè, questo non mi meravigliava: se andate da un concessionario normale, punta al ribasso in quanto poi deve rivendere il vostro veicolo e farci un margine di guadagno… mica è una ONLUS!
La seconda cosa negativa è che loro pagano solo DOPO la vendita, con bonifico bancario entro 2-4 giorni lavorativi, mentre tu gli devi lasciare la macchina subito. E la gente non si fida e vorrebbe essere pagata prima. Qualcuno (una minoranza a dire il vero) riferisce di avere avuto problemi nella ricezione del pagamento, e questo inquieta molto me e il proprietario dell’auto.
Beh, provare non costa nulla quindi ci rechiamo il giorno dell’appuntamento all’ora prestabilita, per la valutazione: subito l’impressione è tutt’altro che positiva. Intanto è complicato trovare l’entrata sotterranea del posto: mi aspettavo ci fosse un ufficio al piano strada e invece il luogo è un garage sotterraneo un po’ fatiscente (indescrivibili i bagni), con un ufficio ancora più fatiscente (direi che fosse l’ex gabbiotto del custode), decorato solo da qualche cartellone pubblicitario.
Il personale però è molto gentile e subito ci spiega come funziona il tutto. Ed ecco cosa succede:
Per quello che riguarda l’utilitaria che gli abbiamo portato, il prezzo offerto è stato ribassato del 30-35% rispetto alla valutazione iniziale via internet, per via dei danni e del fatto che sono usciti diversi modelli successivi, ma comunque il valore è stato accettabile (difficilmente avremmo ottenuto molto di più da privati o concessionari) e la persona proprietaria decide che potrebbe vendere il veicolo. Nel frattempo nel garage continua ad arrivare gente che fa valutare l’auto per cui i tempi si allungano un po’, perché nel frattempo io e il proprietario ci eravamo ritirati in camera caritatis per riflettere. Alla fine, decidiamo di vendere.
Il personale compila tutti i documenti per la vendita, chiedendovi l’IBAN per accreditare l’importo pattuito sul vostro conto: il conto può anche non essere intestato al proprietario: basta fare una dichiarazione presente sul contratto.
E qui scoccano i dubbi: arriverà il pagamento? Normalmente chi compra paga prima e non dopo! A questo punto il gestore ci tranquillizza: dice che sul contratto ci sarà scritto che restate proprietari del veicolo fino all’adempimento delle pratiche necessarie per la vendita e quindi del pagamento. Effettivamente sul contratto è scritto qualcosa del genere e quindi decidiamo di fidarci; togliamo tutta la roba a bordo a parte il triangolo (togliamo anche il tagliando dell’assicurazione, non scordatelo) e lasciamo tutto a loro: libretto, chiavi e auto. Ci rilasciano un contratto e il certificato di proprietà da modificare e ci mandano in una vicina agenzia di pratiche auto dove si completa la vendita.
L’indomani inizia quella fase di chiusura simultanea di tutti gli sfinteri corporei che hai dopo aver fatto un azzardo: arriverà il bonifico?
Chi ha avuto a che fare con loro ci tranquillizza, che sono seri ecc. Bah.
E infine, il terzo giorno, come la resurrezione di un tale di 2000 anni fa, arriva il bonifico con l’esatta cifra che avevamo concordato! E’ andato tutto liscio! 🙂
Ecco allora dei pro e contro che mi sento di dire su noicompriamoauto.it:
Il gestore dice, secondo il suo parere, che le recensioni negative per la valutazione sono frutto del fatto che i venditori hanno pretese troppo alte sui prezzi e non considerano che chi compra la loro auto, deve rivenderla a un prezzo maggiore per farci un guadagno; mentre se vendi a un privato, questi comprerà la tua auto per usarla e quindi potrebbe offrirti di più di un concessionario/azienda.
Aggiungo, da quello che leggo su internet, che se vendete auto che non hanno mercato (vecchie utilitarie ecc.), vi conviene molto l’azienda, mentre le auto con ancora un buon valore di mercato pare siano molto svalutate in questo tipo di servizio.
Per finire, se rifiutate di vendere, qualcuno su internet riferisce che il giorno stesso vi potrebbe arrivare un SMS con un “rialzo” dell’offerta: noi non abbiamo testato questa ipotesi (abbiamo venduto subito) quindi prendetela col beneficio di inventario, perché anzi il gestore ci ha detto che i giorni successivi l’offerta si abbassa e non si alza.
EDIT: anche Altroconsumo ha confermato il grosso delle cose che ho scritto: https://www.altroconsumo.it/auto-e-moto/automobili/news/vendere-auto-online-noicompriamoauto
Spero vi sia utile quello che ho scritto! Saluti a tutti!
🙂
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