Nuovo capitolo del racconto!

calebprovv1Caleb Sigà ha un nuovo capitolo online!

Avevamo lasciato il povero marinaio in una sala gremita di dignitari, che dovevano decidere il suo destino. Sarà stato quello che abbiamo temuto nelle ultime righe?

Leggi online qui sul blog la nuova parte del racconto oppure fallo via Wattpad!  E’ gratis! 🙂

Ricordo che Caleb Sigà è un racconto redatto dal sottoscritto, che potete leggere a puntate qui su LorenzoFabre.com! E’ una versione rivisitata e ambientata nel mio “mondo” dell’avventura di Scipione Cicala, il marinaio genovese che… beh andate a leggere! 🙂

“Il Giorno del Male” a soli 99 centesimi!!!!

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Carissimi, vi segnalo una promozione che riguarda il mio romanzo “Il Giorno del Male“, che dal 01 ottobre 2015 dimezzerà il suo prezzo di vendita, passando a soli 99 centesimi di euro! 🙂

Disponibile in formato eBook su diversi store quali Amazon, Apple iBooksLaFeltrinelli, Kobo Books, Google Play e tanti altri !!!

Il Giorno del Male” è il mio primo romanzo, ambientato in una sorta di Genova medievale immaginata da me, che per l’occasione si tinge di elementi fantastici come la magia. E’ la storia di Valen Galron, membro dell’ordine dei Crociati di Sant’Isior, e della sua lotta contro una setta segreta, quella dei Necromanti, in ascesa per prendere il potere cittadino.

Dal 01 ottobre al costo di un semplice caffè 🙂

Buona lettura!

Nuovo capitolo online per Caleb Sigà!

calebprovv2Carissimi, ecco il nuovo capitolo delle avventure di Caleb Sigà!
Ora finalmente capiremo che cosa è successo al povero marinaio lenvare dopo l’incontro con le galee dei khalimici…

Quando il racconto sarà terminato, intendo pubblicare anche una riflessione e spiegazione approfondita sui motivi che mi hanno spinto a scriverlo in questo particolare periodo storico.

Link diretto al capitolo nuovo: https://lorenzofabre.com/storie-dal-continente/caleb-siga-racconto/caleb-siga-capitoli/7/

altrimenti, ecco la pagina dove leggere tutto il racconto finora pubblicato:  https://lorenzofabre.com/storie-dal-continente/caleb-siga-racconto/caleb-siga-capitoli/

Il racconto è anche disponibile integralmente sul sito Wattpad, un aggregatore di racconti e romanzi gratuiti.

ILicenza Creative Commonsl racconto è gratuito e rilasciato con licenza Creative Commons CC-BY-NC-ND, quindi potete condividerlo liberamente purché senza fini di lucr0 e attribuendomi la paternità, aggiungendo un link al mio sito! 🙂

Buona lettura!

Miss, mia cara miss… Ma l’hai ascoltata la tua bisnonna?

Miss Italia ....
 Miss Italia 1942…. Posted by Quink on Lunedì 21 settembre 2015
Lo saprete tutti, immagino: la neoeletta Miss Italia, al secolo Alice Sabatini, ha risposto alla domanda di Claudio Amendola “in quale epoca vorresti vivere”, di voler tornare al ’42 per vivere la guerra, “tanto so’ donna, aò, er militare mica lo dovevo fà“.

Il web si scatena crocifiggendola, ovviamente: ignorante, capra, mandatela in Siria, in India al posto dei Marò…
Si citano alberi genealogici evocati giusto al cenone di Natale (“mio nonno era partiggiano portami via” – “mia nonna era della Repubblica di Salonicco” – “mio prozio era quello che ha tirato la bombatomica su Fukushima“)…
Alcuni, non avendo parenti decorati al v.m. o avendoli parcheggiati da tempo in casa di riposo, si attaccano a quello che possono e le dicono pure che è un cesso, che non doveva vincere ecc.
L’Italia, si sa, è un popolo di santi, poeti, allenatori da pay tv e opinionisti. E blogger, aggiungo io 🙂

Ma la risposta della neoeletta miss, che non ha nemmeno vent’anni, non è tanto diversa da quella che centinaia di suoi coetanei avrebbero dato, magari in maniera anche peggiore (“vorrei tornare al tempo del nazismo per picchiare i comunisti e bruciare gli ebrei / vorrei tornare al tempo della guerra per fare il partigiano e impiccare i fascisti a testa in giù”). Bimbiminkia da Call of Duty che, in guerra, non sarebbero durati cinque minuti e avrebbero riempito le fosse con i loro capelli arruffati, in un selfie pre-morte.

Ieri arriva la replica della miss, che recita pressappoco così: “Mi sono spiegata male: mi sarebbe piaciuto essere come la mia bisnonna, che è ancora viva e mi parla sempre della seconda guerra mondiale.

Allora mi sento di consigliare ad Alice, invece che insultarla come il resto del web, di andare proprio da quelle (ormai poche) persone come la sua bisnonna che erano vive e presenti durante la guerra, donne soprattutto, a chiedere loro come si vivesse sotto le bombe angloamericane, con le sirene antiaeree, gli stupri, i rastrellamenti delle SS, le rappresaglie dei partigiani, le deportazioni, l’assenza di cibo.
E dire che di film sull’argomento ne hanno fatti: meglio ascoltare chi ancora è testimone oculare e che presto, col tempo, non ci sarà più.

Ma se non avesse tempo, la cara Alice, di fare questo sforzo e se sua nonna non fosse riuscita a raccontare bene, ecco un estratto di questo articolo che descrive quello che voleva dire “essere donna nel ’42”:

“La vita quotidiana femminile in questi primi anni di conflitto venne scandita soprattutto dalla ricerca di generi alimentari. A differenza di quello che accadde nella prima guerra mondiale, vista la grande carestia, le madri e mogli si spinsero anche al di fuori del loro ambiente tradizionale, viaggiando fino ai territori di campagna, alla ricerca disperata di cibo, fino a ricorrere spesso anche al mercato nero.
Quando gli alleati iniziarono a risalire la nostra penisola però, la guerra vera e propria iniziò anche per le donne. Sembrava non esistere più una differenza sostanziale tra fronte militare e fronte civile. Intere famiglie venivano bombardate e uccise anche nelle loro dimore. La vita in casa divenne insostenibile, quasi come in trincea. Fu così che anche le donne vennero in contatto con gli orrori della guerra.”

E ancora:

“La vita si fece terribile sia per coloro che vivevano nel Nord Italia, occupato dai fascisti, sia per coloro che vivevano nel Sud Italia, sotto l’occupazione alleata. Infatti anche le donne che abitavano nel Mezzogiorno dovettero sopportare angosce e orrori tremendi: non solo la mancanza di generi alimentari, ma anche i soprusi e gli stupri commessi dalle truppe alleate. E le vittime spesso erano perfino donne molto anziane e ragazze giovanissime.”

Cara Miss, se devi essere esempio per tutte le tue consimili, cerca di non rispettare il cliché della sciacquetta ignorante, non assurgere a esempio negativo.
Fai vedere che sei di più che un paio di gambe e non fare un assist a tutti i vecchi che, grazie alla tua sparata, potranno dire “non ci sono più i giovani di una volta” o più genovesemente: “… ca vegna ‘na bèla guèra, ca te sistemma de lungu…

Presentazione libri “Fantaligustico” e “La Cattiva Strada” (Genova/Brescia)

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Carissimi, vi inoltro due presentazioni di antologie davvero interessanti!

  1. a Genova, l’evento per la presentazione dell’antologia “Fantaligusticoa cura dello scrittore Claudio Asciuti, già vincitore del premio Urania;
  2. a Brescia, viene presentata l’antologia “La cattiva strada a cura di Gian Filippo Pizzo, autore molto attivo sulla fantascienza.

Riporto una descrizione su Fantaligustico, una antologia di storie ambientate in Liguria, dalla pagina dell’evento:

“Storie d’ombre e di misteri fra le gallerie ferroviarie e gli oliveti delle Cinque Terre, lungo la Via del Sale, nella Genova del ‘700 o nel centro storico degli anni Quaranta… Una Liguria come non l’avete mai pensata nelle parole degli undici autori di FantaLigustico (Liberodiscrivere), a cura di Claudio Asciuti, presentati in libreria da Anna Chieregato. Un’antologia di autori che tocca i generi del fantastico e i luoghi della Liguria in epoche e contesti diversi.”

La cattiva strada, invece, raccoglie racconti di “crudeltà assortite”. Ne ho letti un paio e posso dirvi che merita davvero. Riporto dalla pagina dell’evento:

“Diciotto storie di vari generi letterari, unite dal filo rosso della crudeltà coniugata nelle sue molteplici forme. “Molti dei racconti hanno una caratteristica comune. Sono ‘cattivi’, raccontano brutte storie, hanno personaggi infami, o una ambientazione crudele, sono imbevuti di perfidia: mostrano il lato oscuro”, scrive Gian Filippo Pizzo.”

Entrambi contengono racconti di Oskar Felix Drago, scrittore emergente che, se continua così, vedremo sempre di più sugli scaffali! 🙂

Guida per un viaggio in Andalusia

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Ho avuto la fortuna di fare un giro di 11 giorni in Andalusia, ad Agosto del 2015. Ecco una piccola guida per chi volesse fare questo tour, tra le città di Granada, Cordova, Siviglia, Ronda e Malaga.

Trattandosi di una guida un po’ vasta, ho diviso il post in diverse pagine, accessibili dal menu a fondo pagina:

  • nella seconda pagina la scelta del periodo e considerazioni generali,
  • nella terza, consigli se dovete noleggiare un’auto;
  • se non viaggiate a noleggio o sapete già tutto, potete saltare direttamente a pagina 4 con “Granada”,
  • alla 5 con Cordova,
  • alla 6 con Siviglia,
  • alla 7 con Ronda,
  • e alla 8 con Malaga!

Buona lettura! 🙂

Si torna! Dall’Andalusia con… calore!

Chissà quanti di questi articoli popolano i blog i primi di settembre! 🙂
Ebbene sì… le ferie sono finite, anche se per i più fortunati stanno per partire!

Ne vengo da un viaggio per l’Andalusia, dove ho potuto vedere le bellissime Granada, Cordoba, Siviglia, Ronda e Malaga! Presto scriverò una piccola guida per godere al meglio di queste bellezze (e meno del loro caldo infernale!) 🙂

Nel frattempo, impegni di lavoro permettendo, andrò avanti con Caleb Sigà, il racconto a puntate che stavo scrivendo, basato sulla vicenda di Scipione Cicala 🙂
La vacanza “moresca” mi ha ispirato per andare avanti nel racconto, vista la vicenda di Caleb, che da avventista della Repubblica di Lenvar, si trova a incontrare i temuti Giannizzeri di Khalim.

Intanto vi lascio con queste foto dell’Andalusia, in attesa di caricare sulla mia pagina Facebook un album con le più belle! Mettete un bel “mi piace” sulla pagina per non perderlo! 🙂

E voi? Dove siete stati? 🙂

Malaga - il teatro Romano e l'Alcazaba
Malaga – il teatro Romano e l’Alcazaba
Ronda - il Ponte Nuovo
Ronda – il Ponte Nuovo
Siviglia - la torre della Giralda
Siviglia – la torre della Giralda
Cordoba - la Mezquita
Cordoba – la Mezquita
Granada - la Alhambra
Granada – la Alhambra

I commenti agli articoli online: la fine dell’intelligenza.

Quando vedo un articolo interessante, ammetto di non leggere quasi mai i commenti delle persone, sotto.
Oggi l’ho fatto e… mi chiedo veramente dove siano finite l’educazione, l’intelligenza, lo spirito critico, l’ironia e la satira.

Provate a leggerne uno qualunque che parli di un problema: non il gattino salvato dall’albero ma qualsiasi cosa dove esista un conflitto: cronaca, politica… Fate voi. Aspettate un paio d’ore dalla pubblicazione che si accumulino un po’ di commenti: resterete sbalorditi da quante PU**ANATE leggerete.

All’inizio si ride: neanche un congiuntivo in ordine, errori dovuti al T9, assenza completa della punteggiatura, zero comprensione dell’argomento… poi si capisce che molte persone non sono semplici “troll“: pensano sul serio quello che dicono (o ancora peggio si omologano al modo di pensare) e ribattono con un’ignoranza assurda.
Qualcuno lo chiama “analfabetismo funzionale” o “illitteratismo“: l’incapacità di comprendere e adoperare quello che viene letto in assenza di disturbi del linguaggio e della scrittura/lettura. In pratica uno stop dei neuroni.

Credo che la gran parte di chi si scomoda a commentare un post giornalistico online, faccia parte di quella fetta di persone che lo faceva anni fa al Bar Sport davanti a un bianco, con la stessa preparazione sul tema in oggetto che posso avere io di fisica quantistica.
Gente che non sa star zitta, che sa tutto lei, depositari della conoscenza popolare basata sul tarocco, sui proverbi, la cabala, gli stereotipi: “gli stranieri vengono tutti qui a delinquere e fregarci il lavoro” – “i politici sono tutti incapaci” ecc.

memphis zombie massacre — May 25 Ecco un tipico gruppo di internauti, che commenta le notizie con la loro solita intelligenza, prudenza e perizia, nonché calma, dignità e classe.
Photo by Lindsay Turning (https://www.flickr.com/photos/theogeo/514384986)

Alcuni, si intuisce, sono individui poco scolarizzati che sanno a memoria la formazione dell’Inter/Milan/Juve/xxx e sono interessati giusto a quando esce il prossimo cellulare nextgen. Hanno capito che la cultura è un peso troppo pesante da portare (sono serio: lo è), preferendo lasciare alle loro braccia coperte di tribali le loro abilità di ragionamento: “tutto quello che non posso toccare – o sollevare dopo le mie 2 ore di panca piana – non mi interessa“).
Altri, ben più grave, sono professionisti laureati con posizioni anche di responsabilità; e questi sono quelli da non perdonare.

Il problema è che, oggi, tutto questo non resta confinato al Bar Sport: qui va online esponendo te, menomato nella conoscenza, al pubblico ludibrio (oggi per fortuna con nome e cognome ben visibili, in modo che gli headhunter di qualche azienda possano valutarti come gonzo e stracciare il tuo curriculum).
E fin qui OK, ma poi questo evolve coinvolgendo strati e strati di gente per la quale, a leggere le risposte, si potrebbe rimettere in discussione il suffragio universale. Persone che si fomentano nel loro delirio, compiaciuti di avere detto la loro importantissima opinione.

Chiariamoci: nemmeno la mia lo è. Vale, purtroppo, quanto la loro (finché non si entra nei campi dove io ho le mie conoscenze specifiche oppure ho approfondito i temi in oggetto).

Ma la cosa peggiore, anche dei commentatori, sono i DIFFUSORI DI BUFALE. Gente per cui il tasto “condividi” andrebbe regolamentato con esami degni del porto d’armi, spargitori di bugie che Goebbels premierebbe con una medaglia.

Finché condividi che Marte sarà visibile con dimensioni pari alla luna, non fai del male a nessuno: sei solo qualcuno che non ha la minima idea di come funzioni il sistema solare dove viviamo. Vivrai lo stesso benissimo e potrai fare grandi cose, tranne l’astronauta. A volte, e per questo ti si perdona, lo hai letto proprio su una testata giornalistica nazionale, il cui controllo delle fonti ormai è inesistente quanto i diritti umani in certe zone dell’Africa.

Ma quando inizi a parlare di bicarbonato e tumori, fossi in te conterei fino a 238241231, prima di condividere un post. Anzi: prima andrei su uno dei tanti siti antibufala a verificare quello che stai per diffondere, perché contribuirai a fare dei danni, se diffonderai notizie non vere o non verificate. Sono serio.

Vorrei prenderla sul ridere, ma la verità è che non mi piace questa esibizione di idiozia che è di più sotto i nostri occhi grazie a papà internet, ma in fondo c’è sempre stata. Solo che prima non era così facilmente contagiosa, anzi… virale.

EDIT: date un’occhiata a questo bell’articolo per capire il perché bisogna combattere queste persone.